Nasce OsservaRE, l’osservatorio sulla società reggiana: “È in atto una metamorfosi”

ricerca OsservaRE La metamorfosi dei reggiani – CIRE

Mercoledì primo aprile, nella Sala degli Specchi del teatro Valli di Reggio Emilia, è stato presentato “OsservaRE – Osservatorio sulla società reggiana”, il nuovo progetto promosso dalla Provincia di Reggio Emilia, dai Comuni reggiani e da Confindustria Reggio Emilia per analizzare le dinamiche sociali, economiche e valoriali del territorio.

Davanti a una platea di amministratori, imprenditori e rappresentanti del mondo accademico e della società civile, il professor Daniele Marini, docente dell’Università di Padova e responsabile scientifico di Community Research & Analysis, ha illustrato i risultati di una rilevazione effettuata tra la cittadinanza, offrendo una fotografia approfondita del sentiment dei cittadini reggiani.

Gli esiti complessivi della ricerca, secondo Marini, delineano una società reggiana “in cui le radici identitarie grazie alle quali si è sviluppata rimangono ancora salde”: radici che, se confrontate con altre ricerche svolte a livello nazionale, appaiono “più forti e resistenti” e proprio per questo “rendono peculiare la società reggiana rispetto ad altre”.

Istituzioni locali, da un lato, e impresa e lavoro, dall’altro, sono i riferimenti principali e costituiscono i “capitali” accumulati nel tempo, a cui la società nel suo complesso attinge ancora oggi. Allo stesso tempo, però, i fenomeni sociali ed economici che oggi, in modo così rapido e turbolento, stanno attraversando la società e l’economia inevitabilmente generano trasformazioni e tensioni, talvolta spaesamento e paure; criticità che, se non gestite adeguatamente, rischiano di produrre sfilacciamenti nell’infrastruttura sociale del territorio. Così i “capitali” sedimentati, pur ancora cospicui, stanno conoscendo un processo – più o meno lento – di erosione e necessitano di manutenzione e soprattutto di rigenerazione.

Per Marini la provincia di Reggio, “pur nell’articolazione territoriale e nelle sue differenziazioni socioeconomiche, sta attraversando una ‘metamorfosi’ dove sono sufficientemente chiari i punti di partenza, ma non appaiono così limpide le traiettorie di sviluppo, lasciando aperti diversi tipi di scenario”. In questo senso, secondo il professore universitario, “per affrontare adeguatamente la ‘metamorfosi’ in corso è necessario comprendere e ripristinare adeguatamente i ‘capitali’ di riferimento”.

Tra le slide più significative della ricerca rientra sicuramente quella sulle condizioni socioeconomiche delle famiglie reggiane.

Ricerca OsservaRE 2026: le condizioni socioeconomiche delle famiglie

Rispetto al 2024 si osserva un leggero miglioramento della situazione, con una maggioranza relativa che vede una sostanziale stabilità delle proprie condizioni (46,2%, contro il 43,3% del 2024), mentre sono in calo i nuclei che hanno accusato un peggioramento (pari comunque a un non certo irrilevante 39,6%, contro il 44,8% del 2024); cresce, pur rimanendo assolutamente minoritaria, la quota di chi ha notato invece un miglioramento della situazione (da 11,2% a 14,2%).

Nell’ultimo lustro, dunque, la situazione economica delle famiglie reggiane sembra stabilizzarsi, con un progressivo – seppur leggerissimo – miglioramento; anche le proiezioni per i prossimi mesi del 2026 sembrano alimentare una discreta fiducia. Il “saldo” tra chi dichiara un miglioramento e chi un peggioramento, tuttavia, resta abbondantemente negativo, con oltre 25 punti percentuali di differenza.

Interessante anche la slide relativa agli ambiti in cui l’amministrazione dovrebbe impegnarsi di più: al primo posto c’è la sicurezza (26%), seguita a distanza da viabilità/mobilità (15,9%) e lavoro (15,2%). Fuori dal podio servizi per anziani e servizi per persone fragili (12,2% ciascuno), integrazione degli immigrati (5,5%), efficienza degli uffici comunali (4,9%), servizi all’infanzia (4,1%) e casa (4%).



C'è 1 Commento

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  1. Kursk

    La metamorfosi e’ ben visibile da anni e chi la ha voluta negare oltre l’evidenza lo ha fatto solo per interesse personale o politico. Si chiama estinzione (infelice) o sostituzione etnica, ed i sostituiti siamo noi reggiani/italiani/europei. Ora e’ troppo tardi, dovevate capirlo ben prima…..le condizioni ed i segnali erano chiarissimi, avete stigmatizzato chiunque li segnalasse. Adesso possiamo solo resistere fino a quando ne avremo la possibilità’. Questo è’ il suicidio di massa dell’ Europa e Reggio Emilia ne è’ solo uno degli esempi più’ sconcertanti.


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