Dopo una lunga e produttiva carriera nel cinema come assistente alla regia e dopo aver diretto diversi cortometraggi e serie televisive – la svedese Annika Appelin – torna dietro la macchina da presa per il suo primo lungometraggio.
La regista riflette sull’invecchiamento e racconta una piacevole storia sulla passione, sul desiderio e sul fuoco che brucia forte anche quando il corpo invecchia.
E proprio perché la commedia romantica non è il genere di film che abbia la pretesa di sorprendere per la trama, quello che rende questa storia scorrevole e accattivante, è il come sia stata costruita con delicatezza e trasporto, poi tinta d’ironia con consapevolezza.
I personaggi sono fortemente caratterizzati, ma sempre con dosata eleganza.
La ricerca del piacere, in amore come a tavola, muove il racconto con divertenti colpi di scena e una singolare analisi psicologica dei sentimenti umani.
Aldilà delle convenzioni, la regista dichiara apertamente di amare mangiare, cucinare e guardare il cibo che viene cucinato, perché sensuale e metafora piuttosto efficace della vita e delle diverse personalità.
Di fatto, poi, il film, più che per il cibo – corredo romantico, ma già raccontato sul grande schermo in tutte le forme più e più volte – è interessante per il registro: la voglia di far parlare tutte le donne “normali”, quelle invisibili ai più, attraverso due popolarissime macro aree d’interesse, l’amicizia e l’amore.
Un film che fa riflettere proprio perché apre nuove prospettive sulla vulnerabilità umana, sulla mutevolezza dei sentimenti e sugli equilibri familiari nel secondo tempo della vita e quindi – in proiezione o meno – un film in cui ci si può riconoscere.
Il cast è tutt’altro che scontato e il doppiaggio decisamente ben eseguito: Marie Richardson, la protagonista (già in “Daybreak”; “Evil”; “Eyes Wide Shut”) e Peter Stormare (che abbiamo visto in “Fargo”; “Minority Report”, “Il mondo perduto: Jurassic Park”, “Armageddon”, “Il grande Lebowski, “Prison Break”, “Arrow”); sono affiancati da Björn Kjellman (nel 2000 premio Guldbagge per “Breaking out”) e dalla giovane Ida Engvoll (già in varie serie tv “Rebecka Martinsson”, “The Bridge”, “The Restaurant”, “Love and Anarchy” e sul grande schermo in “Nobody owns me”, “Up in the sky” e “Mr. Ove”).
Tra i protagonisti meno noti della pellicola, interessante, sia la presenza che la performance di Maria Sid-Achrén, attrice finlandese conosciuta soprattutto per il ruolo nel programma televisivo finlandese di satira “Donna Paukku”.
Karen (Marie Richardson per l’appunto) scopre alla festa del suo 40° anniversario di matrimonio che il marito la tradisce e dopo una vita trascorsa a prendersi cura degli altri, si dà una seconda possibilità. Con l’aiuto delle amiche, si riappropria dei sogni sepolti dalla routine familiare e inizia a seguire un corso di cucina orientale creativa, riscoprendo le lusinghe della seduzione e rinascendo come donna.
Svedese, sui generis, questa deliziosa commedia sarà in sala dal 22 settembre distribuita da Wanted, da sempre focalizzata sul cinema indipendente di qualità: nuovi linguaggi, nuovi autori, nuove suggestioni narrative.
Semplice, ma in grado di far riflettere e sorridere al contempo. Per un pubblico avveduto.






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sicuramente le nostre istituzioni dovrebbero reggere l'urto e far fronte a tutti gli svalvolati e fuori di testa, pardon....persone in stato di fragilita', che ci […]
Ovviamente sfrecciare in monopattino a filo del bordo della banchina ferroviaria....è prassi consolidata e consentita....