Morte Fakir, slitta di una settimana il deposito della relazione sull’autopsia

fasi intervento contenitivo su Abderrahim Fakir – LA7

È slittato all’ultima settimana di ottobre il deposito della relazione conclusiva del collegio di consulenti tecnici nominato dalla Procura di Bologna per analizzare gli esiti dell’autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir, l’uomo marocchino di 42 anni morto lo scorso 19 luglio in via Svevo, nel quartiere Pilastro di Bologna, durante un fermo di polizia: due agenti della Polizia di Stato lo hanno immobilizzato a lungo a terra, in posizione prona (a pancia in giù), con le ginocchia sulla schiena, e quando si sono rialzati il quarantaduenne era ormai senza vita.

Il termine per il deposito della relazione scadeva mercoledì 21 ottobre, ma i consulenti hanno chiesto e ottenuto dai pubblici ministeri una proroga di alcuni giorni.

L’inchiesta è affidata alla procuratrice aggiunta Morena Plazzi e ai pm Francesca Arienti e Domenico Ambrosino, con il coordinamento del procuratore capo bolognese Paolo Guido: l’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo.

Sulla vicenda è stato aperto un fascicolo di indagine che ha portato all’iscrizione nel registro cosiddetto “modello 45-bis” (quello delle annotazioni preliminari, lo “scudo” previsto in presenza di una possibile causa di giustificazione) le sei persone che hanno preso parte alle diverse fasi dell’intervento: i due poliziotti, appunto, e i quattro soccorritori della Croce Rossa arrivati in via Svevo quel giorno.



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