Con le scuole e i servizi per gli anziani e l’infanzia chiusi, solo il 25% delle donne italiane ha ripreso a lavorare dopo il lockdown contro il 75% degli uomini. E anche in Emilia-Romagna il contraccolpo ha maggiormente colpito le donne, con il 61,8% delle domande totali di CIG in deroga che riguardano impiegate e operaie, con una grave flessione delle imprese femminili. “A Reggio Emilia abbiamo perso circa 300 piccole imprese a conduzione femminile in appena 3 mesi.”
Questi i dati evidenziati dalla Consigliera PD Roberta Mori, intervenuta in Aula questa mattina. La Consigliera ha espresso “sincero apprezzamento” per la relazione del presidente Bonaccini e per un programma di governo “pragmatico e all’altezza delle sfide legate alla pandemia”. Tra le sfide, quella di evitare che la crisi economica diventi presto crisi sociale e le diseguaglianze di genere diventino irreversibili.”
“Per la ripartenza socio-economica serve qui come nel Paese un impegno straordinario e innovativo per le pari opportunità, un piano trasversale e integrato di interventi che incentivi il lavoro e il protagonismo delle donne, la declinazione emiliano-romagnola – ha dichiarato Mori – dell’audace proposta avanzata a livello nazionale dalle Donne Democratiche, di un vero e proprio ‘Women new deal’.” Oltre all’accesso universalistico ai servizi educativi e di conciliazione, occorre spingere su bandi regionali e microcredito a sostegno dell’imprenditoria femminile, sino a formule nuove e personalizzate, perché – è il ragionamento – “se è vero che il lavoro rappresenta dignità per tutti, per le donne l’autonomia economica è fondamentale per prevenire situazioni di emarginazioni e violenze, purtroppo aumentate nel periodo di lockdown.”
“La femminilizzazione dei settori della cura, dell’assistenza e dell’educazione, che nell’emergenza Covid-19 abbiamo riscoperto essere essenziali, deve tradursi in una strategia integrata alla crescita che colmi le diseguaglianze e rafforzi la fiducia nel futuro anche in termini di rilancio della natalità” – è la convinzione della Consigliera reggiana, che individua precise linee di intervento nel quadro del programma di governo regionale: supporto ai caregiver familiari, nuovi strumenti di welfare e di lavoro agile con monitoraggio e misurazione dell’impatto di genere ex ante ed ex post, promozione dell’accesso delle ragazze alle materie STEM e alle competenze digitali, “dovranno avere piena cittadinanza nel tavolo del Patto per il lavoro e nelle programmazioni territoriali.”.






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West e’ senza ombra di dubbio una persona con delle fragilita’ quindi a Reggio Emilia dovrebbe ricevere come minimo un Tricolore dalle mani di Don
"....non può permettersi di insegnare senza sapere" Queste poche, precise parole, scritte dal Direttore, ben descrivono l'attuale amministrazione comunale di Reggio Emilia
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Si parla di diesel a 3 € prima dell'estate....certo che avendo rinunciato al nostro principale fornitore energetico per sostenere l'ucraina e in nome del diritto […]