Emilia-Romagna sempre più bio, anche per quanto riguarda le mense scolastiche.
È di quasi 5,3 milioni di euro, la quota più alta sulla cifra complessiva di 10 milioni di euro, la tranche finanziaria assegnata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, guidata dal presidente, Stefano Bonaccini – che ha dato via libera allo schema di decreto del ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo sul riparto del Fondo nazionale per le mense biologiche per il 2018.
La ripartizione è avvenuta in base al numero di beneficiari del servizio di mensa scolastica in ciascun ambito territoriale. Una classifica che vede appunto l’Emilia-Romagna al primo posto in Italia con oltre 5,9 milioni di pasti serviti nelle mense scolastiche, davanti a Toscana (1,4 milioni) e Lombardia (1,3 milioni).
In Emilia-Romagna sono oltre 330 le strutture – scuole d’infanzia, asili nido, primarie, secondarie e istituti comprensivi – che riceveranno i fondi stanziati dal Mipaaft a copertura delle maggiori spese sostenute per l’erogazione dei pasti bio e per realizzare progetti di informazione e di promozione nelle scuole di accompagnamento al servizio di refezione.






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Ma sì, concedete alla crema della moderna società multietnica una onorificenza, sicuramente ve ne saranno grati e soprattutto riconoscenti.
Però se un giornale, magari targato Tosinvest, manda messaggi subliminali ad un magistrato, va tutto bene, o sono ragazzi esuberanti che si lasciano andare?
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Siamo tutti in trepidante attesa di un servizio di Telepartito (pardòn: Telepeggio) in cui qulache anima bella, dolce, candida e pura ci spieghi che la