Lo ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni partecipando al Festival dell’Economia di Trento intervistata da Maria Latella: “È ancora impossibile quantificare i danni, il governo ha fatto uno sforzo immane e per questo voglio ringraziare i ministri. L’Emilia-Romagna è una locomotiva per l’Italia e, se si ferma l’Emilia-Romagna, si ferma l’Italia”.
Poi la premier ritorna sulla visita fatta sul campo, incontrando i cittadini, e dice di aver “trovato un popolo che era lì a spalare fango ed era con l’orgoglio negli occhi. In quindici giorni è piovuta metà della pioggia di un anno”. Ma da questo, che se si vuole è l’aspetto più emotivo e drammatico della tragedia vissuta in Romagna, Giorgia Meloni arriva a sottolineare “l’importanza del ruolo dell’Ue nell’aiutarci. Attiveremo il fondo di solidarietà, che purtroppo abbiamo attivato altre volte. Da ciò deriva l’importanza dei “fondi di coesione e del Pnrr, che riguardano soprattutto la messa in sicurezza del territorio”.






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Manca la ciliegina, oltre 100 miliardi di impegno spesa in riarmo annuali, destra o sinistra che sia, sommati alle spese energetiche triplicate grazie agli amici
Rimpiango i tempi del quotidiano l'Unita', quando usciva con allegato l'inserto Tango e poi Cuore. Oggi come oggi, sinceramente, non lo comprerei neanche per usarlo
C'è indiscutibilmente un sistema dietro ed è sempre il solito, quello dei detentori della verità per grazia divina, propagata ed imposta attraverso i centri sociali, […]
Ariani certificati però, mansueti e sottomessi, meglio se anche masochisti d'annata e senza certificato antifascista, utile per saltare la fila.
Sembrano persone pacifiche alle quali è chiesto, in Italia, di non contrastare la nostra Costituzione. Tuttavia anche a loro è possibile parlare del Vangelo.