Matteo Renzi potrebbe lasciare il Pd

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Matteo Renzi potrebbe lasciare il Partito democratico, lo assicurano voci vicine all’ex segretario che spiegano anche che l’ex premier lo farebbe martedì 17 settembre verso le 18, quando ha inizio la quotidiana del programma “Porta a Porta” di Bruno Vespa.
L’ex leader avrebbe deciso dicendo: “Non è più sostenibile la situazione. Vogliono che me ne vada, e allora me ne vado”.

A Palazzo Madama, dove Matteo Renzi siede sullo scranno di senatore, l’idea sarebbe quella di trasferirsi da subito nel misto con tre o quattro senatori, visto il regolamento a palazzo Madama impedisce di formare gruppi ai partiti che non si sono presentati alle elezioni.
Mentre alla Camera circola l’ipotesi di Roberto Giachetti, che oggi si è dimesso dalla direzione del Pd, come capogruppo.

Si spera in una ventina di deputati, quanto basta per mettere in piedi un gruppo autonomo a Montecitorio. Ma se si tiene conto che il grosso delle file della minoranza dem in Parlamento sono rappresentate da esponenti di Base Riformista, area che fa capo a Luca Lotti e Lorenzo Guerini e che conta circa 40 parlamentari, è tutt’altro che scontato che si arrivi a quella cifra: “Guerini e Lotti non ci pensano neppure – viene riferito – e, anzi, confermano la linea uscita dall’assemblea di Montecatini. Rimaniamo nel Pd cercando di rafforzare la vocazione riformista e progressista del partito”.

A seguire Renzi, al momento, ci sarebbero i deputati Maria Elena Boschi, Anna Ascani, Luciano Nobili, Michele Anzaldi, Luigi Marattin, i coordinatori dei comitati civici Ettore Rosato e Ivan Scalfarotto, Michele Anzaldi. Al Senato il fedelissimo Francesco Bonifazi, mentre Andrea Marcucci ha già fatto sapere di voler rimanere nel Pd.



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