Lunedì 3 febbraio, alle ore 10, si svolgono le commemorazioni dell’eccidio di Porta Brennone – i quattro giovani partigiani Sante Lusuardi, Dino Turci, Cristoforo Carabillò e Vittorio Tognoli, fucilati dai fascisti, dopo atroci torture, all’alba del 3 febbraio 1945 all’angolo tra corso Garibaldi e via Porta Brennone – e del partigiano Angelo Zanti, fucilato nel cortile dell’ex caserma Zucchi il 13 gennaio dello stesso anno.
Il corteo cittadino con labari e bandiere partirà da via Farini 1, sotto la sede dell’Anpi, in direzione corso Garibaldi, fino a via Porta Brennone, alla lapide posta in memoria dei martiri, dove si svolgeranno gli interventi commemorativi dell’eccidio. Qui interverranno
Lanfranco de Franco, assessore del Comune di Reggio, che porterà i saluti dell’Amministrazione comunale, e Gemma Bigi di Istoreco che terrà un approfondimento storico.
Il corteo proseguirà, poi, su viale Allegri per arrivare alla lapide del partigiano Angelo Zanti, posta sulla facciata dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.
I cadaveri dei quattro giovani partigiani, a piedi nudi e mani ancora legate con fil di ferro, vennero lasciati al margine della strada per alcuni giorni, con il divieto di rimuoverli e di darvi sepoltura, quale monito alla popolazione civile a non collaborare con la Resistenza.
Due erano correggesi, Sante Lusuardi e Dino Turci, di 21 e 22 anni. Il terzo, Cristoforo Carabillò di Castelbuono (Palermo) dove era nato nel 1917. Sottotenente dei bersaglieri nella caserma Reverberi, a Scandiano, era diventato amico e collaboratore del quarto ucciso, Vittorio Tognoli, 24 anni, studente universitario di Scandiano.
Il dirigente partigiano Angelo Zanti, medaglia d’argento al valore militare, dopo aver preso parte alla Resistenza come ufficiale di collegamento tra il Comando Piazza di Reggio, le formazioni di montagna e il Comando militare regionale, fu arrestato con altri dirigenti, torturato e condannato a morte dal Tribunale straordinario militare di guerra di Reggio. Sul lato del palazzo Dossetti, di fronte al teatro della Cavallerizza, è stata posta una lapide commemorativa in ricordo del suo sacrificio.







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e' come affidare una macchina di Formula 1 ad un patentando col foglio rosa.....il problema e' culturale, chi manovra le fila dell'impianto RCF Arena, musicalmente […]
Ah si!? Ero convinto si trattasse di un incidente stradale. Peccato che ad El Koudri non abbiano nemmeno dato il tempo di compilare la constatazione amichevole,
Perfetta analisi marco. Alceste fu ucciso perche si vantava troppo narrando cose che al pci o per le loro mogli erano scomode. Suo padre