Domenica 29 maggio l’arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi ha dedicato la processione per la risalita verso il Colle della Guardia dell’icona della Madonna di San Luca alla pace. Il corteo ha percorso via Indipendenza, via Ugo Bassi, via Nosadella e via Saragozza, sostando per la benedizione in piazza Malpighi, per poi proseguire verso porta Saragozza e l’Arco del Meloncello.
Alla processione hanno partecipato con gli stendardi e i segni distintivi parrocchie, comunità religiose, confraternite, comunità dei migranti cattolici, comunità ortodosse, associazioni ecclesiali e, in particolare, la parrocchia greco-cattolica ucraina di San Michele e le parrocchie ortodosse del Patriarcato di Mosca.
Il cardinale, infatti, nel suo primo atto liturgico da neo-presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) ha voluto mettere in campo un gesto particolarmente significativo, quello di far camminare simbolicamente insieme esponenti delle comunità russe e ucraine: nella processione, infatti, è stato accompagnato dal vescovo Ambrozie, vicario per i fedeli ortodossi moldavi in Italia, e monsignor Dionisio Lachovicz, esarca apostolico per i fedeli ucraini in Italia.
Nel tardo pomeriggio, all’arrivo della Madonna di San Luca al santuario sul Colle della Guardia, è stata celebrata la messa.

“Colpire il proprio fratello – ha detto il card. Zuppi in un’intervista al tg regionale Rai dell’Emilia-Romagna – è una grande bestemmia del Vangelo, visto che il comandamento di nostro signore è quello di amarci gli uni gli altri: ci deve spingere anche a rinnovare il dialogo dentro le chiese e tra le chiese, che superino ogni nazionalismo e speriamo che camminare insieme sia un’indicazione perché insieme i cristiani possano ritrovare la via della pace”.







Ultimi commenti
Abitando a Reggio Emilia , o come la chiamo io Peggio Emilia, condivido pienamente quanto scritto da Alberto Guarnieri. Complimenti anche per la prosa
Speriamo!
Non la conosco, ma quanto snobismo nelle sue parole... da vero provinciale. E insultare i morti, beh... Siamo provinciali, è vero, ma non fingiamo di […]
Dopo l' omaggio ad una certa albanese, il nostro vessillo finisce leggermente svalutato
ma come mai in tutte le foto i bambini sono caucasici ? Non e' neanche lontanamente la fotografia "reale" di Reggio e dell'Italia di oggi..... quando accompagno