Sabattini (Pd): gruppo Ferrarini, serve progetto solido e una visione di lungo periodo

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Anche il consigliere regionale Luca Sabattini interviene sul salvataggio dell’azienda Ferrarini, storico gruppo reggiano, nato negli anni Cinquanta, che occupa circa mille lavoratori. L’azienda Ferrarini, oggi in concordato preventivo, ha visto scendere in campo per il suo salvataggio realtà importanti del mondo imprenditoriale, cooperativo e bancario.

“Al gruppo Ferrarini non serve solo un’iniezione di liquidità, ma un piano industriale solido e strutturato, che miri a tutelare, rilanciare e valorizzare la qualità e la produzione made in Italy dello storico salumificio. Il coinvolgimento e il rispetto dell’intera filiera e il legame storico con il territorio sono due elementi imprescindibili per tutelare la qualità del prodotto, ma anche la salvaguardia dei livelli occupazionali raggiunti e dei fornitori. La solidità della cordata imprenditoriale che fa capo a Bonterre-Grandi salumifici italiani, Opas e Hp, quali partner industriali e a Intesa Sanpaolo e Unicredit mi pare abbia tutte le carte in regola per esprimere una proposta caratterizzata da una visione di lungo periodo e una concreta strategia di rilancio” commenta il consigliere Pd Sabattini.

“Fermo restando il rispetto della scelta, che spetta al Tribunale, il salvataggio della Ferrarini, non è solo il salvataggio di un marchio, ma è una scelta territoriale importante, che raccoglie anche la proposta che la politica, in questa Regione, lancia alle diverse istituzioni e al mondo imprenditoriale per ridisegnare un futuro possibile. In questa precisa fase storica, così complessa, la decisione di questa cordata interpreta la necessità del paese di tradurre in maniera pratica una strategia per il futuro, coinvolgendo un’intera filiera e unendo diversi aspetti: produttori, organizzazione, promozione nei mercati interni ed esteri, senza dimenticare che la forza delle eccellenze dei prodotti emiliano-romagnoli passa dal legame forte con il territorio”.

“Un progetto che garantisce qualità del prodotto, valorizzazione del mercato e delle produzioni locali e tutela dell’occupazione rappresenta a pieno la svolta necessaria per rilanciare un marchio storico e superare così le motivazioni che lo hanno condotto alla crisi” conclude Sabattini.