L’Io non fa da padrone a casa sua

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Tra il 1920 e il 1922 Freud diede alla luce la teoria delle Topiche, che sono delle modalità di interpretazione della struttura psichica: la prima topica distingue Inconscio – Preconscio – Conscio, la seconda Es – Io – Super Io.
Nella prima topica Freud mostrò come ciò che sappiamo su noi stessi è limitato. Immaginiamo che ci sia un grande iceberg che galleggia nel mare: la parte a galla è il Conscio, la parte che si scopre con i movimenti del mare è il Preconscio, la parte sott’acqua è l’Inconscio.

Quando diciamo di essere consapevoli, lo siamo solo relativamente alla parte emersa, molto poco… Dei contenuti inconsci emergono nel momento in cui le onde del sogno lambiscono l’iceberg, scoprendone la parte sommersa, ovvero quando al mattino ci svegliamo e ci ricordiamo ciò che abbiamo sognato. Molto spesso ci dimentichiamo subito di ciò che abbiamo appena sognato, ciò è dovuto all’inconsapevole rimozione dei contenuti scomodi del sogno, che ad esempio potrebbero mettere in discussione la nostra moralità o il nostro sentirci tanto buoni. Una tale teorizzazione può essere intravista già in Kant, che aveva diviso la realtà in fenomeno e noumeno: il fenomeno è ciò che appare, rende molto bene il termine tedesco gegenstand tradotto con oggetto (letteralmente, l’oggetto che sta davanti). Il noumeno è la parte invisibile, non percepibile.

Ciò che differenzia la prima topica di Freud dalla teoria di Kant è la presenza di un essere permeabile, il Preconscio, che è posizionato fra Conscio ed Inconscio.


La seconda topica prevede la distinzione fra Es, Io e Super-Io. Possiamo immaginare l’Es come la cantina dove ci sono i mostri; in realtà sono dei topolini che si mangiano il formaggio e ciò che ci spaventa sono le loro ombre proiettate sul muro, come quando eravamo bambini e nella penombra vedevamo i mostri.

L’Io è da immaginare come i parabordi delle navi, un cuscinetto che attutisce gli urti di Es e Super- Io che si contendono il predominio. Il Super-Io sono le leggi, le regole ed il galateo appreso dalla famiglia di origine e dalla società, che possono essere sia consce che inconsce. La descrizione dell’Es era stata data già da Groddeck, Freud l’ha semplicemente accorpata nella sua teoria.
Osservando l’Io risulta evidente quanto poco sappiamo su di esso e quanto poco quest’ultimo sia padrone in casa propria.

L’Es è composto dalle pulsioni che nascono dal corpo che sono inconsapevoli, dai desideri erotici, dai desideri di morte. Il Super-Io invece contiene tutte quelle leggi, quelle modalità di comportamento che ci fanno stare assieme agli altri. Se dessimo libero sfogo ai dettami dell’Es non potremmo stare in società, perché tutti i desideri verrebbero agiti sugli altri e su se stessi, saremmo delle belve feroci che assecondano continuamente ciò che accade nel nostro corpo.

Il Super-Io regolamenta lo sciame dei desideri che ci attraversano e lo fa con una certa forza e violenza. Infatti la società nei confronti della natura è violenta perché impone le sue leggi, ad esempio regimentando il corso dei fiumi, costruendo gallerie, tagliando alberi per costruire strade, palazzi… Ciò avviene anche a livello psicologico, come diceva Ungaretti intervistato da Pasolini: “La civiltà è un atto di prepotenza nei confronti della natura”.

Gli interessi del Super-Io sono altrettanto forti rispetto a quelli dell’Es. In mezzo, a parare i colpi, c’è l’Io che cerca di far sì che Es e Super-Io non si dichiarino guerra aperta, come accade in certe patologie psichiatriche in cui le pareti dell’Io sono frammentate o addirittura non ci sono più.

Inoltre all’Io c’è da assimilare un’ulteriore struttura, che più che struttura è un irrigidimento dell’Io, e non va confuso con esso: l’Ego. L’Ego è appunto un irrigidimento dei parabordi, che può servire a difendere maggiormente l’Io dagli urti subiti nella lotta per la supremazia fra Super-Io e Es.

Quando eravamo piccoli o in periodi difficili, per sopravvivere abbiamo dovuto irrigidire le pareti dell’Io con degli attaccamenti. L’orsacchiotto per esempio ci è servito durante la notte per difenderci dai mostri che scaturivano dall’Es ed in quei momenti ciò aveva il suo senso; crescendo poi abbiamo imparato a non avere paura dei mostri notturni, ma abbiamo continuato ad andare in giro con un qualche orsacchiotto cui ci siamo attaccati.

Quando andiamo in psicoterapia, il terapeuta ci aiuta a rendere le pareti dell’Io più morbide, ci porta a mollare alcuni attaccamenti non più funzionali.

 

Accade infatti che continuiamo ad andare in giro con l’orsacchiotto anche a quarant’anni… dove l’orsacchiotto può essere rappresentato da abitudini adolescenziali, oppure da rassicurazioni come quella di possedere tutta la collezione dei dischi che ci piacevano quando eravamo più giovani e non avevamo i soldi per acquistarla, o come la rassicurazione che ci può provenire da un forte senso di appartenenza ad una categoria sociale o professionale, o ad un determinato gruppo come quello degli ultras di una squadra di calcio. Oppure ancora: il comprare l’ultimo modello di moto giapponese, o il cellulare ultimo modello, o l’indossare il capo firmato dello stilista famoso, o l’andare in vacanza a Ibiza perché ci dà un certo tono fra gli amici… Il mondo del consumismo è figlio dell’Ego.

Per poter lasciare andare l’Ego dobbiamo lasciare andare gli attaccamenti.
L’inquinamento mondiale è dovuto all’Ego di ognuno, agli attaccamenti. Se vivessimo nell’essenziale, ovvero ciò che ci permette la sussistenza, non ci sarebbe alcun bisogno di sovrastrutture anche costose per vivere.

La Natura in ciò ci è maestra, dato che elimina ciò che è superfluo ed in questo momento ci sta aiutando in diversi modi a lasciar andare, ovviamente se la sappiamo ascoltare.
E per guardarsi dentro e capire se possiamo lasciar andare, ecco un’ottima domanda: è utile ciò che sto facendo per me e per l’umanità?




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