Libri e musica sotto l’albero di Natale

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Regalare cultura val sempre la pena, oltre ogni convenzione e, a maggior ragione, dopo un periodo funesto che ha messo all’angolo categorie precise di prodotto.
Digitale o cartaceo, il Natale arriva anche sotto forma di libro, o di musica; e, udite udite, alle volte, le due cose vanno persino a braccetto.

Tra le novità degne di nota, la nuova opera editoriale dello scrittore e giornalista musicale Ezio Guaitamacchi e del musicista e scrittore Antonio Bacciocchi, che per la prima volta raccoglie in un volume tutti i legami esistenti tra il mondo della musica e quello degli animali: “Crocodile Rock – Storie, aneddoti, curiosità e tutto ciò che unisce musica e animali” (Hoepli).

All’origine del suono c’è il mondo animale e il mondo del pop-rock è stato catturato dal fascino “bestiale” di cuccioli, belve feroci, insetti, serpenti o volatili.
Ritorni storici. L’uomo ha imparato a parlare, cantare e suonare imitando voci e ritmi del mondo animale; una marea di band e artisti, italiani e internazionali, hanno scelto di utilizzare come nome d’arte quello di un animale; e, ancora, il rapporto tra le rockstar e i loro cuccioli produce un supporto delle star della musica alle varie organizzazioni animaliste e il loro naturale schierarsi contro il consumo di carne e svela un mix di curiosità e stranezze riguardante il connubio tra animali e musica.

Copertina Singolo Dettori-Moretti

«Quando Paul Winter mi fece ascoltare quei duetti poetici – racconta Guaitamacchi – tra il suo sax e il canto delle balene o l’ululato dei lupi mi sono commosso. Proprio come le canzoni degli Eagles o dei Byrds avevano fatto “volare” la mia fantasia di “ragazzo degli anni ’70″. Aver collaborato con Greenpeace insieme ai Clannad o gli U2 è stato entusiasmante, tanto quanto l’aver condiviso l’affetto dei nostri cuccioli con moltissimi musicisti amici. Vedere poi il mio cagnolino Dylan, sul palco, insieme a Laurie Anderson è stata un’emozione indescrivibile. Questo libro, che senza presunzione è il primo al mondo a raccontare in modo completo il rapporto tra musica e animali, rende pubblici questi ricordi privati ma anche tantissime storie che valeva davvero la pena narrare>>.

Dalla curiosa vicenda dei “Ragni di Marte” al cagnolino che salvò la vita di Dolly Parton, dalla genesi “rock” di Greenpeace al vegetarianismo di Paul McCartney, dai gruppi metal che hanno un pappagallo come cantante ai latrati di Seamus in un brano dei Pink Floyd, “Crocodile Rock”, si rivela anche una preziosa e divertente fonte di preziose curiosità.

Atltra strenna degna di nota – tra voci sopra le righe e divertenti aneddoti, meditazioni profonde e consigli quotidiani – è “Rock is the answer”, di Massimo Cotto, che a ogni mese dell’anno associa una riflessione che nasce da un brano cult e che introduce una parola chiave per ciascun giorno. Dall’amore (tema di gennaio) alla ricerca di una risposta (tema di dicembre), passando per il futuro (tema di giugno), ogni riflessione è accompagnata da una canzone che fa guida all’ascolto e dà una o più risposte che gli artisti hanno voluto consegnare a Massimo Cotto durante incontri e colloqui.
Demoni e ispirazioni, vizi e virtù, rivivono in uno zibaldone di pensieri che diventa al tempo stesso un motore per le ricerche personali e il prodotto di un nuovo e mai banale sguardo sul mondo. Del resto, se una canzone o un disco possono cambiarci la vita o guarire le nostre piccole malattie, perché non pensare che lo stesso potere appartenga anche alle parole di chi ha scritto quella canzone, di chi ha cantato o suonato in quel disco?
«Ho intervistato migliaia di artisti – afferma l’autore – e ognuno di loro mi ha svelato bellezza o verità. Quelle parole le ho tenute in tasca per tanti anni, estraendole nei momenti in cui mi servivano. Adesso ho deciso di metterle tutte insieme affinché non vadano perdute, come lacrime nella pioggia. Ho scelto 150 artisti e selezionato le loro parole, riprovando la stessa emozione di quando le avevo sentite la prima volta».

Nel nuovo libro di Reno Brandoni, illustrato da Chiara di Vivona e destinato ai ragazzi, “Come una stella”, invece, un’adolescente insicura trova il coraggio di affermarsi ispirandosi all’esibizione in mondovisione di Lady Gaga all’Inauguration Day, cerimonia per l’insediamento del 46° Presidente degli Stati Uniti d’America (Curci Young con fingerpicking.net).
Contro il bullismo nel nome della musica, dal fatto di cronaca, parte la storia di Stefani: un’adolescente timida e insicura che trova la forza di affermarsi ispirandosi a quella esibizione, poi rilanciata dai media di tutto il mondo.
La forza e la determinazione che hanno reso quella cantante una stella saranno d’esempio per Stefani: la aiuteranno a prendere coscienza di sé, a trovare il coraggio di percorrere una strada scelta da lei stessa e non imposta dagli altri. Nell’audiolibro online, la voce recitante è quella di Debora Mancini e le musiche originali sono dello stesso Reno Brandoni.

Genuino, anche il progetto della Dottoressa Marisa Roncati – laureata in Lettere Classiche, Odontoiatria e Igiene Dentale – sostenuto dalla Fondazione Elisabetta Sgarbi, su una canzone per promuovere salute e prevenzione, fondamentale per la salute collettiva, e che – a detta della stessa Dottoressa – giustamente, dovrebbe essere insegnata con maggiore consapevolezza soprattutto nelle scuole.


Il fulcro di tutto sarebbe il protocollo R.O.N.C.A. (Reduction Of New Contagious Aerosol) che suggerisce di detergere frequentemente occhi, naso e bocca per prevenire l’infezione da virus e batteri. Da qui, con l’aiuto e l’intuizione del producer, ma soprattutto paziente della Dottoressa, GIANGI CAPPAI – che ha scritto il brano – diventa una canzone e un video musicale: “Ronca Beats”. Una canzone accattivante, con un video educativo e divertente, destinata a diventare un tormentone e pensata anche per essere insegnata con facilità negli istituti scolastici.

Altro tributo alla causa sociale, che si può acquistare sul sito www.chieffo.it, è quello del “Chieffo Charity Tribute”, album composto da oltre venti cover dei brani di Claudio Chieffo, realizzate da artisti di spicco della scena musicale italiana e internazionale e i cui proventi derivati dalle vendite (va beh, al netto delle spese di produzione), saranno devoluti in beneficenza a Esharelife Charity Foundation, a sostegno dei progetti di AVSI in KENYA.
Tra i tanti artisti che hanno partecipato alla realizzazione di questo progetto – organizzato e fortemente voluto da Benedetto Chieffo, figlio del cantautore scomparso – anche Gianni Aversano, Massimo Bubola, Luca Carboni, Paolo Cevoli, Giorgio Conte, Gioele Dix, Daniele di Bonaventura, Roberta Finocchiaro, Paolo Fresu, Giua, Markéta Irglová, Mirna Kassis, Svavar Knútur, Giacomo Lariccia, Giovanni Lindo Ferretti, Chico Lobo, Lombroso, Giovanna Marini, Dario Muci, Alessandro Nidi, Enza Pagliara, Omar Pedrini, Santoianni, Ambrogio Sparagna, Tatá Sympa, Davide Van De Sfroos, Kreg Viesselman.

«Un anno prima che mio padre venisse a mancare – racconta Benedetto Chieffo, figlio del cantautore romagnolo – un amico scrisse che ci sarebbe voluto del tempo per poter valutare, nella sua vastità e nella sua profondità, l’influsso che le sue canzoni hanno avuto su milioni di persone in tutto il mondo. Il Chieffo Charity Tribute spezza ogni pregiudizio: grandi artisti, anarchici, buddisti, cristiani e non credenti, riscoprono la grandezza delle sue canzoni, le fanno loro e le regalano al mondo».

Non meno interessante è “Animas”, di Beppe Dettori e dell’arpista Raoul Moretti, che ripercorrono, in un viaggio linguistico e musicale, la cultura del nostro paese: un universo musicale in cui il mondo arcaico e quello moderno si incontrano, per raccontare il contemporaneo con le inquietudini, le angosce, la speranza e la voglia di rinascita dell’animo umano.

Con 10 brani inediti e una cover in italiano, sardo con variazioni territoriali, versi in inglese, latino e dialetto “lagheèè”, e una rivisitazione di un brano di Peter Gabriel tradotto in sardo, questo disco rappresenta la vera essenza dei due artisti, affiancati – poi – nella realizzazione da altri incredibili artisti sardi ed internazionali:
<<Con Raoul – racconta Dettori – abbiamo continuato a sperimentare un proficuo “scambio artistico” composto di interconnessioni tra generi come il Folk, l’Etno-Rock e la canzone d’autore, il progressive, la sperimentazione e l’elettronica. L’album mantiene la nostra cifra stilistica tipica, basata su ricerca vocale, arpa elettrica con elettronica e chitarra, ma in più abbiamo avuto l’enorme privilegio di accogliere splendidi amici compagni di viaggio>>.

Last but not least, ha suscitato il mio interesse “Contrasti”, l’album realizzato attraverso crowdfunding del compositore Filippo De Paoli e della violinista Eleonora Montagnana, coinvolti dapprima nella composizione di alcuni brani originali utilizzati come colonna sonora per una produzione internazionale, si sono “virtualmente” – poi – trovati nel mezzo di una collaborazione che si è rivelata immediatamente e spontaneamente favorevole ed efficace.
Entrambi i musicisti non solo non si conoscevano prima e non avevano la minima idea che le loro capacità compositive si potessero rivelare così complementari, ma ad oggi non si sono mai incontrati di persona.

E’ stato un processo istintivo, rapido ed inevitabile e l’urgenza creativa dei due artisti è stata tale che il progetto musicale ha preso vita subito, con pochi messaggi vocali, qualche email e una telefonata, ed oggi, è a disposizione del pianeta. Musica classica che incontra il pop, colonna sonora di nuovi fotogrammi in attesa di muoversi; un viaggio di luci e ombre, di concretezza e fluidità, che esprime il dinamismo di un moto costante.

Ma se parlo di energia, merita un posto sotto il mio albero virtuale, il giovane Sgrò, cantautore bolognese d’adozione, che ha appena pubblicato il suo album d’esordio dal titolo “Macedonia”.

Perché, ed è lui a dirlo, <<C’è qualcosa di davvero magico che succede, quando una chitarra suona>> e “Macedonia” è uno sguardo sensibile, inusuale, evocativo sulla quotidianità.
La voce di Sgrò, a tratti apatica, eppure sempre molto espressiva, ci offre con il suo album d’esordio, le sue emozioni tagliate in piccoli pezzi, aspri e dolci insieme.

A livello musicale, il cuore del progetto è un profondo amore per le produzioni di Battisti e Battiato a cavallo tra gli anni settanta e ottanta. Ovviamente ci sono altri riferimenti stilistici più contemporanei che sono una sorta di preziosa speziatura all’interno delle canzoni: Homeshake, Mild High Club, Glass Animals, Frank Ocean.
Nostalgico, metaforico, autoironico, Sgrò quest’estate ha deciso di esibirsi in un tour per strada – senza palchi, senza pubblico, senza assembramenti – lungo tutta la riviera adriatica (da Comacchio in Emilia Romagna fino a Peschici in Puglia).
Il suo “MANCHI SOLO TOUR” – dove c’erano solo lui, la sua chitarra, il suo amplificatore e le immancabili zanzare – è anche riassunto online in una sorta di video esperienza, di cui potete peraltro godere gratis (https://youtu.be/R_WdZGFEkKA).

Perché la cultura, spesso (ma non a ragione) costa poco. Basta avere voglia di cercare.




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