“Il congresso è accanimento terapeutico, i dem vadano verso lo scioglimento”. Lo ha detto l’ex presidentessa (dal 2009 al 2013) del Partito democratico Rosy Bindi uscendo dal silenzio del suo ritiro. La Bindi, che ha firmato un appello insieme ad altre venti personalità del mondo cattolico, tra cui Domenico De Masi e Tomaso Montanari, spiega che la sconfitta dei democratici alle elezioni parte da lontano: “Non c’è stata condivisione di un progetto politico che unisse ai valori del nostro campo la cultura di governo. E che sapesse interpretare l’esigenza di un radicale cambiamento che la situazione impone. Il Pd ha preferito rimanere al governo anche in momenti in cui sarebbe stato meglio andare a votare…”.
Una strada che, secondo i firmatari dell’appello, è stata intrapresa per “malinteso senso di responsabilità quando non per brama di potere”. Ma ora, secondo l’ex presidentessa del Pd, è il momento di “essere tutti pronti a mettersi a disposizione” per “costruire un campo progressista coinvolgendo quelle realtà sociali che già interpretano il cambiamento e non trovano rappresentanza politica”. L’alternativa a questo, suggerisce, è lo scioglimento: “E ci risparmi la resa dei conti interna, perché la ritualità del congresso è ormai accanimento terapeutico”.
Secondo Rosy Bindi, i dem non avrebbero dovuto identificarsi con l’agenda Draghi.






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