Le serali a cinque stelle

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D’accordo, tutti si invecchia e non si può pretendere che la propria gioventù occupi abusivamente quella dei più giovani. E pure se nella memoria collettiva di un paese vengono a mancare i passaggi fondamentali, affastellati alla rinfusa in uno sgabuzzino di cianfrusaglie sovrapposti l’uno all’altro senza senso o distinzione, l’identità di quel paese (mi verrebbe da dire: di quel popolo) è irrimediabilmente condannata a una forse lenta ma inevitabile estinzione.

Non posso negare una sensazione di scoramento di fronte alle costanti e reiterate manifestazioni di ignoranza storica e di incompetenza generale espresse a getto continuo dal governo, e in particolare dai ministri del Movimento 5 Stelle. La delegazione pentastellata a Palazzo Chigi ricorda una classe in gita, con la differenza che mancano quelli bravi.

Ho assistito in tv a un surreale confronto tra Pier Carlo Padoan – uno che può piacere o meno, ma con curriculum da paura – e la deputata Castelli, livello ragioneria alle superiori. Di Toninelli non parlo: basta la fisiognomica.

Ma ciò che mi ha steso è stato apprendere della querela rivolta dagli uffici legali del M5S a Luigi Calabresi. E qui non si scherza più.

Mario Calabresi - Luigi Di Maio

Piazza Fontana, il “malore attivo” dell’anarchico Pino Pinelli precipitato dal quarto piano della questura di Milano (dicembre 1969), l’assassinio del commissario Luigi Calabresi (1972) avvenuto in forma di vendetta dopo un’ignobile campagna diffamatoria di Lotta Continua, l’arresto (1988), il processo e la condanna dei presunti mandanti (Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani, all’epoca leader di Lc: su Sofri sottolineo il “presunto”, ancorché la sua responsabilità sia stabilita da una sentenza passata in giudicato) e degli esecutori Ovidio Bompressi e Leonardo Marino: tutto ciò è materia viva, è alfabeto minimo per chiunque abbia l’ambizione di avvicinarsi alla politica, è presente e storia contemporanea insieme, ed è inammissibile qualsiasi manchevolezza in merito.

Figuriamoci un errore così marchiano, per non dire delirante. Chi non padroneggi con disinvoltura la storia repubblicana può fare tante belle cose nella vita, ma dovrebbe stare alla larga dalla politica. O arriveremo talmente in basso da formare una task force per formare i ministri grillini, praticamente le serali a cinque stelle.




C'è 1 Commento

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  1. paolo

    Aggiungerei che è molto ignorante anche l’avvocato, o forse questa ignoranza è figlia di questa generazione, aggiungerei però politicamente a 360°; provi a leggersi una tesi
    qualsiasi di un laureando dei tempi nostri , verificarne sintassi e corretto uso della punteggiatura, certamente esprime concetti validi, ma poco comprensibili per chi è di altra generazione, d’altra parte siamo nel tempo di smartphone e WhatsApp….
    Nel caso specifico c’è un’altra possibilità, primi anni 80 servizio militare zona Trieste prima uscita a cena con commilitoni in enoteca locale, attorniati e interrogati da locali di mezza età me ne esco esternando il mio credo politico in modo fiero e autoritario ad alta voce, dopodiché tutti (quando dico tutti intendo tutti) i commensali locali si alzano in piedi avvicinandosi e chiedendomi in modo minaccioso di confermare quanto detto…. me ne uscii ammorbidendo le mie posizioni, poi però mi spiegarono di cose accadute in quei luoghi, di cui io, da poco diplomato e discreto consumatore di quotidiani, non avevo mai sentito parlare.
    C’è sempre la possibilità di imparare a condizione che vi sia buona fede e assenza di preconcetti.


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