AQ16 Reggio, Tarquini: “Situazione di palese illegalità. Giunta Massari? Tutti a casa”

Giovanni Tarquini lista civica per Reggio Emilia Reggio Civica – RC

Il caso relativo alla situazione di sostanziale “abusivismo” del Laboratorio AQ16 di Reggio Emilia, portata alla luce da un’interrogazione presentata da Fratelli d’Italia in consiglio comunale, ha scatenato le opposizioni, che da giorni stanno bersagliando la giunta Massari dopo che l’assessore comunale Prandi ha dovuto ammettere che “allo stato attuale non risultano agli atti convenzioni o titoli formali che disciplinino l’uso degli spazi” del centro sociale di via Fratelli Manfredi.

Al partito meloniano, sicuramente il più attivo in queste ultime ore, si è aggiunto anche Giovanni Tarquini, consigliere comunale della lista civica Per Reggio Emilia: “Grazie a un’intelligente iniziativa dei consiglieri del gruppo di Fratelli d’Italia apprendiamo che un immobile di proprietà del Comune risulta occupato di fatto e senza alcun titolo, quindi abusivamente, da oltre vent’anni. L’occupante è un’associazione di estrema sinistra, il Laboratorio AQ16. E ora la giunta cosa fa? Si trincera dietro a parole di facciata del malcapitato assessore Prandi, che ancora una volta viene messo in prima linea a difendere l’indifendibile. ‘Sono attualmente riprese interlocuzioni istituzionali mirate a un approfondimento tecnico-amministrativo della situazione’. Questa è la sua risposta; questa è la posizione ufficiale di chi amministra la città. Definirla desolante è dir poco”.

“Ma scusate, emerge una situazione di palese illegalità ai danni dei cittadini e di potenziale fonte di rischi e pesanti responsabilità che si trascina da 23 anni e, anziché reagire con fermezza per capire chi e quando abbia consentito tutto ciò e preannunciare l’adozione di ogni iniziativa di legge, che è per di più doverosa per dei pubblici amministratori, dobbiamo sentirci dire che sono riprese delle interlocuzioni!? Eh no, così proprio non va”.

Per Tarquini “la realtà, triste e vera, è che chi oggi è al governo della città ha le mani legate ed è in grave imbarazzo, avendo beneficiato per fini elettorali di queste realtà associative che vivono e operano nell’illegalità e che, nei bei discorsi degli uni e delle altre, dovrebbero costituire preziosi punti di aggregazione e di aiuto per il fenomeno del disagio giovanile. Cari amministratori e prima ancora caro sindaco, ai giovani va insegnato il rispetto delle regole, con mitezza e comprensione se vogliamo, ma senza riserve. Ai centri sociali vanno lasciati spazi e consentiti spettacoli e manifestazioni solo se lo si può fare dentro alle regole e non al di fuori di ogni limite di correttezza e legalità”.

“Sembra assurdo dover dire queste cose”, sottolinea Tarquini: “Ma tant’è, e ormai nemmeno più ci stupiamo visto quante ne hanno combinate il sindaco e la giunta. In più di un’occasione ho pensato: chissà quante ancora ne vedremo se costoro continueranno a rimanere imperterriti al loro posto come se nulla fosse, magari ascoltando un bel pezzo rock dei P38 – ah no, scusate, è vero che non suonano più – o inserendo nelle prossime liste elettorali i leader dell’occupazione. Del resto in consiglio comunale siamo già abituati anche a questo tipo di interlocutori politici”.

“Un’ultima osservazione”, conclude Tarquini: “Ma se non si fossero mossi i consiglieri di Fratelli d’Italia le ‘interlocuzioni’ dell’assessore Prandi con non meglio precisati apparati tecnico-amministrativi ci sarebbero state? Direi proprio di no. La conclusione allora è semplice. Tutti a casa”.



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