Storia Instagram di Mahmoud contro Telereggio, scoppia il caso. FdI: “Si dimetta”

Marwa Mahmoud il Graffio Telereggio – TR

Sta diventando un caso la storia condivisa su Instagram (e successivamente rimossa) dall’assessora alle politiche educative del Comune di Reggio Marwa Mahmoud.

Subito dopo aver partecipato alla puntata de “Il Graffio”, la trasmissione in onda su Telereggio il giovedì sera, l’assessora – invitata per chiarire meglio il significato del suo appello a “decolonizzare lo sguardo” nel mondo scolastico, che tante polemiche aveva generato nei giorni precedenti – ha infatti rilanciato sul proprio profilo personale la storia Instagram pubblicata da Thomas Predieri, consigliere comunale di Castelnovo Monti, che accusava la redazione del programma di aver invitato in studio soltanto “uomini bianchi, etero, cis e over 45 che possono dare addosso all’unica donna presente senza sapere assolutamente nulla dell’argomento”.

Per la cronaca, al dibattito erano presenti il responsabile scuola di Cisl Emilia Centrale Ciro Fiore, il segretario provinciale di Azione Claudio Guidetti e il docente del liceo Canossa di Reggio Luca Manini.

A poco è servito che dopo qualche ora l’assessora abbia rimosso la condivisione della storia in questione, che ormai era stata notata – e screenshottata – da molti. A Mahmoud ha risposto direttamente il direttore di Telereggio Gabriele Franzini, con un editoriale in cui ammette che “usciamo da questa vicenda con la sensazione che ci sia qualcosa che non va”.

Contro di lei si è scagliata, con molta più veemenza, anche la consigliera comunale di Fratelli d’Italia Letizia Davoli, secondo la quale “l’assessora Mahmoud dimostra ancora una volta tutta la sua inadeguatezza al ruolo che occupa ed è ora che, in un sussulto di dignità, lasci il posto a chi ha le competenze adatte, e non si muove solo in base all’ideologia”.

“Non importa se, poco dopo la condivisione, abbia rimosso la storia dai social: è gravissimo che abbia anche solo pensato che un post del genere, immagino scritto da un consigliere a titolo personale, fosse condivisibile nei contenuti e nei toni da una figura istituzionale del suo livello. Dopo il delirio autocelebrativo della Albanese, la giunta Massari oggi si appunta un’altra stella al petto: quella di un assessore che non solo vuole scegliere le controparti di un dibattito televisivo (compiendo un grave attacco alla libertà di stampa, tema caro alla sinistra solo quando conviene), ma addirittura le vuole valutare non in base al ruolo professionale e alle competenze ma in base a età, colore della pelle e, peggio ancora, preferenze e orientamento sessuale”.

Questo, per Davoli, “succede quando l’ideologia impedisce di esercitare il proprio compito con la necessaria imparzialità di chi occupa un ruolo istituzionale che riguarda il bene di tutti i cittadini, e non solo della propria parte – o corrente – politica. […] È ora che il sindaco prenda atto dell’incapacità della sua assessora di compiere scelte libere e democratiche e ne imponga le dimissioni. O si assuma davanti ai cittadini la responsabilità di atti e parole che, di fatto, mostra di condividere”.



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