Iren, piano di investimenti da 6,4 miliardi di euro e dividendi in crescita fino al 2030

The Heat Garden Iren

Giovedì 13 novembre il consiglio di amministrazione di Iren ha approvato l’aggiornamento del piano industriale al 2030. I tre pilastri strategici già individuati nei precedenti piani industriali – transizione ecologica, valorizzazione dei territori e qualità del servizio – continuano a rappresentare il quadro di riferimento generale.

Il piano industriale 2025-2030 sarà focalizzato sulle attività regolate e fondato su un piano di investimenti da 6,4 miliardi di euro: prevede il raggiungimento, nel 2030, di un Ebitda pari a circa 1,6 miliardi e di un utile netto di circa 400 milioni. Un piano solido, concentrato su attività che garantiscano ritorni stabili e che possano assicurare la sostenibilità finanziaria della nuova dividend policy, che prevede un dividendo in crescita dell’8% fino al 2027 e del 6% dal 2028 al 2030.

L’aggiornamento del piano industriale prevede investimenti tecnici lordi per 6,4 miliardi di euro: il 40% relativi a investimenti di sviluppo, il 60% a investimenti di mantenimento. Questi investimenti includono (per il 23% sul totale) interventi di mantenimento dei business regolati a rete (Rab) relativi al ciclo idrico integrato, alla rete elettrica e alla rete gas.

L’attuale piano di investimenti si caratterizza per i progetti di sviluppo sui business regolati a rete, in particolar modo sul servizio idrico integrato e la distribuzione elettrica; per la realizzazione di tre termovalorizzatori, che permetteranno al gruppo Iren di chiudere con il recupero di energia la filiera dei rifiuti urbani; per l’installazione di aerotermo sugli impianti cogenerativi e termoelettrici; per lo sviluppo della rete di teleriscaldamento, a fronte di un rallentamento nell’installazione di nuova capacità rinnovabile e di ulteriore capacità di trattamento dei rifiuti per il recupero di materia.

Il 70% degli investimenti – pari a 4,3 miliardi di euro – è destinato a progetti sostenibili allineati alla tassonomia europea: il 33% è destinato alla gestione sostenibile della risorsa idrica, il 28% a supportare la trasformazione a città resilienti, il 26% alla decarbonizzazione, il 13% all’economia circolare.

Sul territorio della provincia di Reggio gli investimenti saranno concentrati in particolare su: raccolta dei rifiuti, impianti di trattamento dei rifiuti, sviluppo del teleriscaldamento, sistema acquedottistico e depurazione, costruzione e rinnovo degli impianti di fognatura e reti, reti del gas, settore delle energie rinnovabili. In particolare, tra tutti gli investimenti previsti si evidenziano i 135 milioni di euro per il sistema acquedottistico e i 65 milioni per le reti del gas.

“Il piano industriale appena approvato si fonda su basi solide e concrete, grazie alla valorizzazione del nostro modello di business, a investimenti selettivi e alla rigorosa disciplina finanziaria”, ha spiegato Luca Dal Fabbro, presidente esecutivo del gruppo Iren: “Abbiamo tracciato un percorso di crescita sostenibile e misurabile che ci porta a un Ebitda atteso nel 2030 pari a 1,6 miliardi di euro; allo stesso tempo, la nostra strategia conferma l’impegno verso una politica di dividendi in crescita, a testimonianza della fiducia nella capacità del piano di generare valore per tutti gli stakeholder”.

L’approvazione del nuovo piano industriale, per l’amministratore delegato del gruppo Gianluca Bufo, “segna l’avvio di una fase di trasformazione mirata che modificherà il nostro modello di business rendendolo ancora più efficiente, più focalizzato e maggiormente orientato alla creazione di valore. In particolare, tramite il piano di investimenti da 6,4 miliardi, rafforzeremo le attività che esprimono il maggior potenziale di crescita e che garantiscono stabilità e visibilità nel medio-lungo periodo, come i servizi a rete e i termovalorizzatori. A ciò si affianca un piano di sinergie chiaro, definito e pienamente attuabile, che ci consentirà di recuperare redditività e di semplificare ulteriormente la struttura operativa del gruppo”.

Il piano industriale al 2030 è integrato in un piano di transizione al 2040 che vede Iren impegnata in un percorso concreto e misurabile di lungo termine, in linea con gli obiettivi europei del Sustainable Development Goals. Gli impegni e i target Esg (Environmental, social and governance) sono sviluppati secondo le linee guida della transizione ecologica e della centralità delle comunità e delle persone e sono articolati secondo cinque aree focus: decarbonizzazione, economia circolare, risorse idriche, città resilienti e persone. Per ogni indicatore di performance individuato, Iren ha fissato dei target quantitativi di miglioramento al 2028, al 2030 e al 2040: per il raggiungimento di questi obiettivi è stato valutato l’impegno in termini di investimenti ed è stata ipotizzata a tendere anche l’evoluzione tecnologica – come la cattura della CO2.

Questo piano di transizione, per il vicepresidente esecutivo del gruppo Iren Moris Ferretti, “rappresenta una svolta strategica: un percorso chiaro e ambizioso che ci porterà, grazie a un piano di investimenti mirato, a essere ancora più sostenibili, a utilizzare in modo più efficiente le risorse e a ridurre in maniera significativa il nostro impatto ambientale, dimezzando la carbon intensity. È una visione di lungo periodo che combina responsabilità industriale e innovazione, con l’obiettivo di generare valore duraturo per i territori in cui operiamo e per le generazioni future. Con questo piano confermiamo il nostro impegno ad accompagnare la trasformazione energetica e ambientale, contribuendo a costruire un futuro più pulito, resiliente e inclusivo grazie alla massima valorizzazione del capitale umano e all’inserimento nel gruppo di circa 2.400 nuove persone”.



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