Interpump ha chiuso il 2017 con un utile netto di 135,7 milioni, in rialzo del 43,7% anche grazie all’effetto una tantum del ricalcolo delle imposte differite negli Stati Uniti a seguito della recente riforma fiscale, positivo per 5,7 milioni di euro.

La società, uno dei principali gruppi mondiali nel settore oleodinamico, ha riportato vendite nette in rialzo del 17,7% a 1,086 miliardi, un Ebitda in aumento del 25,3% a 248,6 milioni (pari al 22,9% delle vendite), e un Ebit di 198,9 milioni (+29,6%). Il consiglio di amministrazione proporra’ un dividendo di 21 centesimi per azione, contro i 20 centesimi del precedente esercizio.
A fine 2017 l’indebitamento finanziario netto era pari a 273,5 milioni, contro i 257,3 milioni del 2016 e dopo acquisizioni per 89,1 milioni, mentre il capitale investito e’ passato da 977,6 milioni a 1,088 miliardi. "Si chiude un altro anno record per Interpump, proseguono positivamente i trend che lo hanno contraddistinto: crescita organica e miglioramento dei margini", ha detto il presidente Fulvio Montipò.
Nel 2017 sono state consolidate per la prima volta le societa’ del gruppo Inoxpa, Mariotti & Pecini e Fluid System ’80 acquisite nel corso dell’anno.






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