Infrastrutture, apre il primo tratto del Nodo di Rastignano (Bo)

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Un traguardo importante per un’opera molto attesa dai cittadini. E’ stato aperto questa mattina il primo tratto di strada del cosiddetto Nodo di Rastignano, nella periferia sud-est di Bologna. Lungo circa un chilometro, dalla rotatoria Mafalda di Savoia a quella nuova del Dazio e da questa a via Toscana. il collegamento permette di alleggerire il traffico e i tempi di attraversamento di una zona a ridosso del confine fra i Comuni di San Lazzaro e Pianoro, migliorando anche la qualità dell’aria. Intervento reso possibile grazie alla realizzazione di misure collegate di rilievo: il monolite Dazio, un sottopasso carrabile largo 14 metri e alto 6 per il sottoattraversamento della linea ferroviaria convenzionale Bologna-Prato, realizzato ‘fuori opera’ e successivamente spinto sotto i binari; il sottopasso carrabile di via del Pozzo, necessario per mantenere gli accessi esistenti ai residenti; e infine la deviazione per un breve tratto del canale Savena.

All’inaugurazione sono intervenuti questa mattina il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, il vicepresidente e assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Raffaele Donini, il sindaco di Bologna, Virginio Merola, l’assessore comunale alla Mobilità, Irene Priolo, e il consigliere delegato alla Mobilità sostenibile della Città metropolitana, Marco Monesi. Con loro il direttore Investimenti Area Centro di Rete ferroviaria italiana, Marco Torassa, e il responsabile di Area di Italferr, Daniele Scataglini. Rfi e Italferr sono le due società del Gruppo Fs Italiane che hanno eseguito i lavori.

Un’opera molto attesa. Il varo di questa mattina è stato preceduto da un lungo iter amministrativo, compresa l’interruzione dei cantieri per la bonifica dell’area da ordigni bellici risalenti alla Seconda guerra mondiale. Entro la fine dell’anno è previsto il completamento di questo primo lotto, ovvero il tratto che dalla rotatoria del Dazio prosegue verso sud fino alla rotonda Rastignano, da cui si diramerà la bretella di collegamento con via Madre Teresa di Calcutta, nel comune di San Lazzaro di Savena (l’intero Nodo garantirà infatti il collegamento veloce fra la tangenziale di Bologna e la Fondovalle Savena).

Primo lotto, investimento da 28 milioni di euro. Il primo lotto di lavori fino alla rotonda Rastignano comporta un costo complessivo di quasi 28 milioni di euro, comprensivo degli oneri per gli espropri. Un investimento sostenuto, in base all’accordo siglato nel 2011 con gli enti territoriali, per 16,3 milioni di euro da Rfi per gli interventi di mitigazione dell’impatto socio-ambientale e sulla viabilità derivante dalla realizzazione della linea ferroviaria Alta velocità Bologna-Firenze, per circa 9 milioni di euro da Anas e per oltre 2,5 milioni, pari al costo di realizzazione della Bretella del Dazio, dal Comune di Bologna che prenderà in carico l’intera viabilità del primo stralcio quale ente proprietario e gestore.

Rispetto al collegamento inaugurato oggi, particolarmente complesso è stato l’avvio della realizzazione del progetto per il protrarsi delle operazioni di bonifica da ordigni bellici. In particolare, sono state rinvenute due bombe inesplose di 250 e 100 libbre risalenti alla Seconda guerra mondiale, con conseguente necessità di un maggior approfondimento di indagine e un quantitativo totale di terra movimentata cinque volte superiore a quello inizialmente previsto.

In realtà quello che viene comunemente etichettato come “Nodo di Rastignano” è un progetto più ampio che comprende anche un secondo lotto funzionale di 1,7 chilometri che dallo svincolo di Rastignano si collegherà all’altezza del Ponte delle Oche con la Fondovalle Savena, consentendo così di bypassare completamente l’attuale strozzatura, rendendo più agevoli e veloci i collegamenti con i centri della vallata.

La realizzazione del secondo lotto del “Nodo”, il cui progetto definitivo è attualmente in corso di approvazione in Conferenza dei servizi, ha invece un costo stimato di 31 milioni di euro; finanziamento a valere sulla programmazione 2014-2020 del Fondo sviluppo e coesione e assegnato alla Città metropolitana nell’ambito del cosiddetto Patto di Bologna. L’avvio dei cantieri è previsto tra il 2020 e il 2021, con fine lavori entro il 2024.



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