Reggio, anche a settembre più contratti

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Nonostante le incognite che gravano sul sistema produttivo a causa dell’aumento dei costi, in particolare quelli delle fonti energetiche, prosegue anche a settembre la lunga fase positiva relativa ai nuovi contratti di lavoro che saranno attivati in provincia di Reggio.

Il 15% delle aziende reggiane, infatti, ha in programma l’attivazione di nuovi rapporti di lavoro, e questo vale sia per il settore dei servizi (specie alle imprese) che per le imprese industriali: sono previste 5.810 nuove entrate nel mercato del lavoro locale, con un incremento del 5,8% rispetto al mese di settembre dello scorso anno. Nel 21% dei casi si tratta di contratti a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel restante 79% dei casi di contratti a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita).

Il trend positivo dovrebbe estendersi anche ai due mesi successivi: i dati del sistema informativo Excelsior, analizzati dall’ufficio studi della Camera di commercio di Reggio, hanno evidenziato infatti un incremento del 5% nel periodo settembre-novembre rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, con l’attivazione di 15.100 nuovi contratti.

Entrando più nel dettaglio, a settembre le entrate previste si concentrano per il 62% nel settore dei servizi, con 3.590 nuovi ingressi (+4,4% rispetto allo stesso mese del 2021), e per il 38% nelle imprese (+8,8%). Nel 56% dei casi riguarderanno imprese con meno di 50 dipendenti.

Nell’ambito dei servizi sono attesi 1.160 nuovi ingressi nel comparto dei servizi alle imprese (+14,9% rispetto a settembre 2021), 970 nei servizi di alloggio e ristorazione e nei servizi turistici (+16,9%) e 840 nei servizi alle persone (+16,7%); segno negativo, invece, per quanto riguarda il commercio, con 620 nuove assunzioni (-30,3%).

Nel settore industriale i nuovi contratti che saranno attivati entro il 30 settembre sono 2.220, l’8,8% in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno: la maggior parte (circa 1.800) nell’industria manifatturiera e nelle public utilities (+2,9%), il resto (430) nelle costruzioni (+43,3%).


Nel complesso le nuove entrate nel mondo del lavoro reggiano saranno costituite per il 34% da persone con meno di trent’anni, alle quali è comunque richiesta – nel 65% dei casi – esperienza professionale specifica o nello stesso settore.

Anche a settembre, come ormai accade puntualmente a ogni rilevazione, le aziende hanno denunciato difficoltà nell’individuazione di alcune figure professionali: complessivamente in 48 casi su 100.

Nell’ambito dirigenziale e con elevata specializzazione tecnica, il reperimento di farmacisti, biologi e altri specialisti delle scienze della vita è risultato difficoltoso nel 64,5% dei casi; nel 57% dei casi per quanto riguarda invece progettisti, ingegneri e professioni assimilate, nel 56,9% dei casi per tecnici della sanità, dei servizi sociali e dell’istruzione. Nell’ambito degli impiegati e delle professioni commerciali e nei servizi le difficoltà sono state riscontrate principalmente nella ricerca di operatori dell’assistenza sociale in istituzioni o domiciliari (nel 66,3% dei casi), operatori della cura estetica (64,7%) e cuochi, camerieri ed altri professionisti dei servizi turistici (47,8% dei casi). Nel segmento degli operai specializzati, invece, le imprese hanno affrontato ostacoli soprattutto nel trovare operai specializzati nelle industrie del legno e della carta (nel 80,6% dei casi), operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione di edifici (62,8%), conduttori di mezzi di trasporto (56,9%) e operai specializzati e conduttori di impianti tessili, operai specializzati nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche (55,3%).



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