Dal 7 settembre in Emilia-Romagna è possibile farsi somministrare la vaccinazione contro il nuovo coronavirus anche in una delle oltre 175 farmacie aderenti all’accordo sottoscritto dalla Regione e dalle associazioni di categoria (l’elenco è consultabile sul sito Regione ER Salute), previa prenotazione da effettuare contattando direttamente la farmacia convenzionata più vicina.
Questa possibilità è riservata alle persone maggiorenni che autocertifichino di non presentare alcun minimo fattore di rischio (condizioni di compromissione del sistema immunitario, una storia clinica di convulsioni o reazioni allergiche gravi, la presenza di sintomi da Covid-19, l’aver sofferto di determinate malattie in passato). La vaccinazione – con vaccini Pfizer, Moderna o Johnson&Johnson, a seconda dei casi – sarà effettuata o direttamente nei locali della farmacia o in locali esterni di pertinenza adeguatamente allestiti dalla farmacia stessa.
Chi fosse interessato a vaccinarsi con questa modalità può recuperare sul portale ER Salute la scheda di valutazione per l’idoneità alla vaccinazione in farmacia, comprensiva del modulo di consenso e dell’informativa sul trattamento dei dati personali: dopo averla scaricata e adeguatamente compilata, la scheda dovrà essere consegnata al farmacista vaccinatore al quale si intende rivolgersi.
Le farmacie e i farmacisti dovranno rispettare tutti gli standard di sicurezza della campagna vaccinale regionale, dalla predisposizione adeguata degli spazi al rispetto dei diversi step, dall’anamnesi fino all’osservazione post-inoculazione del vaccino; dovranno inoltre garantire la disponibilità di una serie di strumenti sanitari di primo soccorso, compresi alcuni farmaci o dispositivi medici che il farmacista deve essere in grado di fornire tempestivamente agli operatori sanitari chiamati per intervenire in caso di eventuali complicazioni.
Dal punto di vista della logistica, i farmacisti possono scegliere se effettuare le vaccinazioni in un locale ad hoc all’interno della farmacia, separato dagli spazi normalmente destinati alle attività ordinarie, negli stessi spazi normalmente utilizzati dalla farmacia ma negli orari di chiusura al pubblico o in un apposito locale esterno separato dalla farmacia. Al farmacista spetta infine il compito di inserire nell’anagrafe vaccinale i dati relativi alla somministrazione eseguita, conservare tutti gli atti per gli stessi tempi stabiliti per le aziende sanitarie e fornire al cittadino l’attestazione di avvenuta vaccinazione.






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Già, è un sintomo della levatura e dell' acume dell' esimio politico!
Bla bla bla/glu glu: chi beve di più?!? Per prudenza, meglio aspettare...
Il "centralismo democratico" fa ancora scuola. Dopo aver discusso, anche per molto tempo, si sceglie quello che la maggioranza del partito vuole. Anche contro coscienza.
Secondo la collaudata e marmorea Kim Jong un theory. In alternativa miniera.
Quelle braccia rubate all'agricoltura, in attesa che molti estimatori lo gratififichino con uguali squallidi commenti se mai volesse privarci della sua presenza, potrebbero nell'attesa