Attorno alla metà di febbraio è stato siglato un importante accordo sindacale alla Eurotre di Castelnovo di Sotto, azienda della provincia di Reggio attiva nel settore della produzione e del commercio di recipienti a pressione non ricaricabili per gas compressi e liquefatti, con attività anche nel campo medicale delle bombole a ossigeno per il primo soccorso.
Dallo scoppio dell’epidemia del virus Sars-Cov-2 c’è stata una vera e propria impennata del lavoro dovuta alle crescenti richieste da parte degli ospedali e in generale delle strutture sanitarie. All’inizio del 2020 l’azienda, che all’epoca contava circa 40 dipendenti, ha affrontato il picco produttivo con richieste di lavoro straordinario, ma avendo in breve tempo raddoppiato gli ordini è stato necessario il passaggio al lavoro a turni, aumentando gli addetti di produzione.
Per questo motivo la Fiom-Cgil di Reggio ha aperto un confronto con la direzione aziendale per garantire la certezza dei volumi produttivi e il recupero degli ordini arretrati ma senza gravare sulla salute dei lavoratori e sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Per fronteggiare il quantitativo di ordini in entrata, Eurotre ha incrementato il personale di numerose unità, stabilizzando a tempo indeterminato una buona fetta dei lavoratori precari e raggiungendo la quota di 65 assunti con contratto fisso, più alcuni altri lavoratori con contratti in somministrazione a termine.
Contemporaneamente, insieme alle rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls), la direzione dell’azienda ha istituito un rigido protocollo Covid per tutelare i propri dipendenti ed evitare blocchi dell’attività aziendale, con la produzione che non si è interrotta nemmeno durante il lockdown dello scorso anno.
La nuova organizzazione prevede una riduzione di orario che porterà a turni di sette ore retribuite come otto. La turnazione, inizialmente introdotta per ridurre il numero di persone presenti contemporaneamente in azienda e garantire così il distanziamento, è diventata via via un’esigenza produttiva che oggi permette a Eurotre di soddisfare le richieste in entrata da parte delle strutture sanitarie.
La Fiom-Cgil si è detta soddisfatta dell’accordo raggiunto “che vede un equilibrio tra la tutela della salute e dei diritti dei lavoratori e della lavoratrici e le necessità produttive dell’azienda conseguenti alla diffusione del virus”. I lavoratori hanno approvato l’accordo quasi all’unanimità, con il voto favorevole di tutti gli addetti tranne un astenuto.







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