Il Tar del Lazio: no a riapertura delle discoteche

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Mercoledì 19 agosto il Tar del Lazio ha respinto la richiesta del sindacato Silb-Fipe-Associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo, che il giorno precedente aveva presentato ricorso d’urgenza contro l’ordinanza del ministro della salute Roberto Speranza che dal 17 agosto ha sospeso in tutta Italia le attività del ballo nelle discoteche e in ogni altro spazio aperto al pubblico (sale da ballo e locali assimilati destinati all’intrattenimento, lidi, stabilimenti balneari, spiagge attrezzate, spiagge libere, spazi comuni delle strutture ricettive), sia all’aperto che al chiuso, come misura precauzionale contro la risalita dei contagi da nuovo coronavirus registrati in particolare nelle fasce d’età dei più giovani.

Il presidente della terza sezione quater del Tar del Lazio, con un decreto monocratico, ha respinto la richiesta di sospensione cautelare urgente avanzata dal sindacato delle associazioni da ballo, sostenendo che nel bilanciamento degli interessi la posizione di quest’ultimo “risulta recessiva rispetto all’interesse pubblico alla tutela della salute nel contesto della grave epidemia in atto”, interesse che “costituisce l’oggetto primario delle valutazioni dell’amministrazione, caratterizzate dall’esercizio di un potere connotato da un elevato livello di discrezionalità tecnica e amministrativa in relazione alla pluralità di interessi pubblici e privati coinvolti e all’esigenza di una modulazione anche temporale delle misure di sanità pubblica nella prospettiva del massimo contenimento del rischio”.

Nell’ordinanza presidenziale il Tar ha anche sottolineato che “la natura dei danni ne consente in linea di principio la successiva reintegrazione anche per equivalente, nel caso che il giudizio abbia esito favorevole alla parte ricorrente”, richiamando inoltre nelle premesse del provvedimento impugnato la “comune volontà della Conferenza dei presidenti delle Regioni e del Ministero dello sviluppo economico di aprire con immediatezza un tavolo di confronto con le associazioni di categoria, al fine di individuare gli interventi economici di sostegno nazionali al settore “.

L’udienza in camera di consiglio per la valutazione collegiale del ricorso è stata fissata al prossimo 9 settembre.