I carabinieri hanno scoperto, in un casolare disabitato nelle campagne di Guastalla, nella Bassa reggiana, una sorta di “fabbrica della marijuana”, dotata di avanzati impianti per la coltivazione, l’irrigazione e l’essiccazione delle piante. L’operazione ha portato al sequestro di circa 40 chilogrammi di marijuana già confezionata e pronta per essere venduta.
Un sofisticato sistema di aerazione, irradiamento e irrigazione aveva permesso di ricreare un ambiente ottimale per la crescita delle piante. La struttura, come si è scoperto, era alimentata illegalmente grazie a un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica: un cavo partiva da un palo dell’illuminazione stradale e arrivava a un contatore installato nei pressi del casolare, garantendo energia all’intero impianto produttivo.
A far scattare l’operazione sono stati i carabinieri di una pattuglia della stazione di Reggiolo che, avvicinandosi al casolare, hanno avvertito un intenso odore di marijuana provenire dall’interno. Grazie a questa prima segnalazione, è stato disposto un controllo più approfondito da parte del nucleo operativo.

Una volta entrati nell’edificio, i militari hanno scoperto una vera e propria “filiera produttiva” della marijuana: diverse stanze erano adibite alla fase di coltivazione delle piante, con serre attrezzate, altre allo stoccaggio e al confezionamento della marijuana, con infiorescenze già pronte per essere distribuite. Un’altra area dell’immobile, invece, era riservata allo smaltimento degli scarti della piantagione.
L’intero casolare, dopo essere stato svuotato dalla marijuana e dalle attrezzature, è stato posto sotto sequestro. Le indagini si stanno concentrando ora sull’individuazione dei responsabili della produzione e della distribuzione della marijuana, visto che i proprietari dell’immobile sono risultati del tutto estranei all’attività illecita. Non si tratta del resto di un caso isolato: negli ultimi anni, infatti, i carabinieri avevano già individuato e sequestrato diverse strutture abbandonate adibite a impianti di coltivazione di marijuana nella Bassa reggiana.






Ultimi commenti
che in pratica nient'altro significa se non far pagare ai soliti noti (gia' abbondantemente vessati), costi che una massa di parassiti non puo' tirar fuori....
Già...Pantalon paga/il comune = pavone si fa bello con le piume nostre. Come sempre!
In realtà, direi che lo sciacallaggio è opera del c.d. centro sociale: privatizza gli introiti, tutti ad uso interno, mentre socializza le spese, scaricate sull'ignaro
però a dire certe baggianate una persona seria non sente un minimo di imbarazzo?
Cosa non sarebbe Reggio Emilia senza di lei. Futuro Sindaco ? Sindaca ? Sindac* ? o direttamente su uno scranno del Parlamento ?