Tornare alla lezione di Loris Malaguzzi e Carla Rinaldi e rimettere i bambini e le bambine al centro: è la speranza di Massimo Gazza, segretario provinciale del Partito Democratico di Reggio Emilia, che ha pubblicato una sorta di lettera aperta agli insegnanti e alle insegnanti del network reggiano, nazionale e internazionale di Reggio Children, invitandoli a venire a Reggio perché “questa è casa vostra”.
“Care insegnanti, cari insegnanti del network reggiano, nazionale e internazionale di Reggio Children, da decenni venite nella nostra città per conoscere e far germogliare, assieme, la lezione di Loris Malaguzzi. Con i pedagogisti, gli atelieristi, i collaboratori, fate parte di un’esperienza unica e originalissima che ha, alla base, una vera e propria rivoluzione copernicana: guardare il mondo con gli occhi dei bambini”, scrive Gazza. Che aggiunge: “Tutti voi siete stati, siete oggi, e sarete in futuro, i benvenuti a Reggio Emilia. Nessuno escluso”.
In questi giorni, rivela Gazza, “mi sono chiesto cosa avrebbe detto ai più piccoli proprio Malaguzzi, davanti alla canea mediatica alzatasi. Sono abbastanza certo che avrebbe pronunciato queste parole: cari bimbi, scusateci, noi adulti stiamo vivendo un momento di grande caos e sofferenza, e questo ci ha fatto perdere la bussola, dimenticandoci di voi. Voi non fate guerre, non vi escludete l’un l’altro, non chiedete la patente di purezza al vostro compagno di giochi, non serbate rancori che durano una vita, né pretendete di imporre con la forza il vostro punto di vista. Noi adulti, al contrario, chi per meschini interessi della politica politicante, chi per il desiderio di vedere affermato il proprio punto di vista – quand’anche permeato di nobili valori quali il pacifismo, la nonviolenza e l’ambientalismo – tendiamo a concentrarci sul presente, negando la speranza al futuro. La speranza che il mondo cambi, che il domani possa trovare la soluzione dei conflitti, che possa esistere un mondo migliore. Quella che voi, al contrario, incarnate”.
Il Reggio Emilia Approach, in fondo, “sta tutto qui”, secondo Gazza: “Spogliarsi di categorie e retaggi, e rimettere al centro – ma davvero – i più piccoli, dagli zero ai 6 anni: le loro competenze, i loro linguaggi, la forza di essere, nella curiosità e capacità di relazione, il raggio di sole che può illuminare il mondo. A chi pensa che tutto ciò non basti, che sia una lettura idilliaca e infantile della realtà, rispondo: conoscete qualcosa di più importante di un futuro migliore, tanto da sacrificare le bambine e i bambini che hanno la possibilità di realizzarlo?”.
“Per questo mi sento di dirlo con grande chiarezza”, precisa il segretario provinciale del Pd: “La ferita apertasi in queste ultime settimane a Reggio Emilia non verrà ignorata, non lasceremo che vada in cancrena, ma verrà curata con amore, con la medicina che il fondatore dei nidi e delle scuole dell’infanzia intravide in quei luoghi in cui si giocava, certo, e si imparava, ma soprattutto si era persone dotate di diritti, cosa che sino a pochi decenni or sono non era contemplata”.
E questo, secondo Gazza, “avverrà da parte di tutti coloro i quali hanno, e hanno avuto, ruoli attivi nella promozione di Reggio Children: la politica, per la parte che rappresento, ma anche le istituzioni, tant’è che il sindaco ha aperto le porte a tutti. Non cederemo all’ira, assistendo all’assalto meschino già messo in campo da tutti i big nazionali del centrodestra, Salvini in testa (ricordate Bibbiano?), per distruggere questa esperienza. Tenderemo la mano a chi è rimasto a casa, magari spaventato o disorientato, invitandolo a tornare. Siamo disposti a farlo anche andando negli Stati Uniti a incontrare chi, questa volta, non se l’è sentita di venire, senza voler invadere prerogative che spettano ad altri, perché riteniamo questa una vicenda di importanza fondamentale. Reggio Emilia è casa vostra”.
“Ribadiremo con forza le ragioni d’essere di Reggio Children”, promette Gazza, “anche a chi, sbagliando, ha occupato lo spazio davanti ai cancelli del Centro internazionale Malaguzzi, a chi, dimentico di epoche buie, ha sostenuto che bisognerebbe monitorare con attenzione il profilo di chi arriva in città (su quali basi? I social network?), a chi nei Consigli Infanzia Città ha voluto politicizzare il confronto interno nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, facendoli diventare altro da ciò per cui sono nati e per cui esistono: luoghi di dialogo sull’infanzia come bene supremo, a partire da quanto ci insegnò anche Carla Rinaldi, persino con chi la pensa diversamente da noi, di inclusione nel senso più alto del termine. Il filosofo francese di origini ebree Emmanuel Levinas, scampato alla Shoah, diceva: io sono umano perché mi riconosco negli occhi dell’altro, incontrandolo”.
“Atteso che il paragone con Goebbels è offensivo (il riferimento è alle parole di Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano, ndr) e che Reggio Emilia è città medaglia d’oro per la Resistenza, le prossime settimane saranno indubbiamente complicate”, ammette Gazza: “Lo scontro che fuori dai luoghi dell’educazione si è acceso sta cercando di corrompere lo spazio protetto e inviolabile che dovrebbe rimanere intatto, essendo vissuto da chi ha meno di 6 anni. La Costituzione italiana all’articolo 31 impegna la Repubblica a proteggere la maternità, l’infanzia e la gioventù, ma evidentemente in troppi se lo sono dimenticato”.
“Sappiano, quanti pensano di sfruttare questa situazione per i propri meri interessi elettorali, o di parte, o di qualche movimento nascente che vuole occupare spazi comunicativi oggi, con finalità altre domani, che troveranno in noi un avversario gentile, ma duro e inflessibile quando si toccano i diritti dei più piccoli. Non vi lasceremo fare: i bambini ci guardano”.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu