Fratelli d’Italia: “Tari alle stelle, un sistema opaco sulla pelle dei reggiani”

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Fratelli d’Italia di Reggio, con il capogruppo in consiglio comunale Cristian Paglialonga e il consigliere comunale e regionale Alessandro Aragona, ha denunciato il quadro emerso durante la commissione consiliare del 23 giugno scorso in relazione alla Tari (la tariffa per la raccolta e la gestione dei rifiuti urbani) per il 2025.

Per il partito meloniano le dichiarazioni del rappresentante di Atersir (l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e i rifiuti) Mario Ori, responsabile del Servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani del Territorio Ovest (che comprende le province di Reggio, Parma e Piacenza), “non solo confermano l’inefficienza di un ente controllato dalla Regione Emilia-Romagna, ma svelano un sistema opaco e poco trasparente che grava pesantemente sulle tasche dei cittadini reggiani”.

Quando è stato fatto notare che nei Comuni in cui vengono effettuate le gare per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti la Tari risulta significativamente più bassa, Ori ha candidamente ammesso che a Reggio la gara non è stata organizzata. Il motivo? Per Fratelli d’Italia, una pianta organica di Atersir di sole 55 persone, di cui appena 40 operative, “incapace di gestire una procedura fondamentale per garantire tariffe competitive. Questo significa che i reggiani pagano una Tari esorbitante a causa della palese inadeguatezza di Atersir, ente regionale che non ha mai provveduto a dotarlo del personale necessario per svolgere il proprio ruolo”.

“Ancora più gravi”, secondo Fratelli d’Italia, le dichiarazioni di Ori su Sabar, gestore del servizio di raccolta dei rifiuti nei Comuni della Bassa Reggiana, dove le tariffe Tari sono più basse di quelle del capoluogo. In commissione Ori ha affermato che il servizio di Sabar “non è al livello di quello di Iren”, citando un’ispezione di qualche mese fa della stessa Atersir che avrebbe riscontrato “diverse mancanze” rispetto alla delibera: “Se noi cominciamo a chiedere a Sabar di garantire lo sportello telefonico, altre cose tecniche e di supporto al servizio, anche Sabar dovrà incrementare i costi”, ha sottolineato Ori, aggiungendo che “Sabar costa poco, ma fa un servizio un po’…”.

Parole che, per Fratelli d’Italia, “nel denigrare un altro gestore sembrano voler giustificare il monopolio di Iren, scaricando sui cittadini il prezzo di un servizio più costoso e non necessariamente migliore”.

Parlando dei meccanismi delle gare, Ori ha detto: “Hera non parteciperà, perché ‘cane non mangia cane’”. Alla richiesta di chiarimenti, il rappresentante di Atersir ha definito la frase “una battuta”, spiegando che, come accaduto a Parma e a Piacenza, Hera non si è mai presentata alle gare in cui Iren è gestore uscente, così come Iren non ha partecipato alle gare in cui è invece Hera il gestore uscente (come a Modena, Bologna o Ravenna). Alla domanda diretta se questo comportamento configurasse un cartello, Ori ha risposto: “Non è un cartello, si chiama quieto vivere”.

Una dichiarazione che, per Fratelli d’Italia, “getta un campanello d’allarme sul sistema di gestione dei rifiuti, e lascerebbe quasi intendere una spartizione del territorio tra colossi dei servizi, nel silenzio della politica”.

Per Paglialonga “questo è un affronto intollerabile ai cittadini reggiani, costretti a pagare una Tari esorbitante per l’inerzia di Atersir e per un sistema pieno di ombre. Le parole di Ori su ‘cane non mangia cane’ e ‘quieto vivere’ sono veramente battute o sono la rappresentazione di un sistema opaco che soffoca la concorrenza? I reggiani meritano trasparenza, tariffe eque e un servizio efficiente, non un monopolio benedetto dalla politica. Fratelli d’Italia non starà a guardare: porteremo il caso in ogni sede, chiedendo giustizia e un cambio di rotta immediato”.

Sulla stessa linea Alessandro Aragona, forte anche del suo ruolo di consigliere regionale: “Interrogheremo la Regione per avere chiarimenti su quanto emerso dalla commissione consiliare a Reggio. I cittadini reggiani meritano servizi efficienti al giusto costo, non di certo una gestione opaca che sembra adagiarsi su regole di ingaggio non scritte, ben lontane da quei meccanismi di sana concorrenza che possono garantire qualità e trasparenza nella gestione delle risorse e dei servizi all’utenza”.



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