Trovo singolare la scelta di noleggiare il palasport per presentare il candidato sindaco Marco Massari. Anche i bambini sanno che, nell’abc dell’evento pubblico, è sempre meglio una piccola sala stipata anziché un largo spazio mezzo vuoto, se si vuole articolare una comunicazione efficace.
Il palaBigi contiene cinquemila persone sulle sole gradinate, e almeno altre mille nella zona parquet. Volete davvero misurare il consenso di Massari partendo da una simile stazza? È tanto alta l’attenzione politica verso questo candidato scelto da un voto del Pd ma che si autodefinisce civico, quasi fosse il piccolo Buddha indicato dalle divinità celesti tibetane?
Può essere che mi sbagli, e che mercoledì il pala sarà colmo di sostenitori festanti del probabile successore di Luca Vecchi. Dai segnali che leggo sui social, però, la vedo grigia. Pochissimi follower, comunicazioni da scuola primaria, errori tattici marchiani: come l’autodefinirsi “convintamente ateo”, e poi subire in bicicletta la punizione dello Spirito Santo, e infine gli auguri di Pasqua su Facebook per applicare la pezza – che, come sempre, è peggiore del buco. Resto in attesa di qualcosa di leggibile nei contenuti di programma per il prossimo quinquennio. Al momento, siamo a zero. E gli ospiti selezionati da Massari per esporre la Reggio che vorrebbero non rappresentano, con tutto il rispetto, un panel esattamente entusiasmante.







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sana invidia per quelli che il prosciutto non lo mangiano ma che due fette tagliate non troppo fini le hanno sempre sugli occhi....
Fabiola ha ragione.
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Forse qualcuno avrebbe preferito la piazza piena per ursula o kaja con o senza javelin a spalla, di certo ci sarebbe stato più
Due giorni "fiabeschi" in cui Reggio Emilia è assurta alle cronache mondiali tutta imbellettata, linda e profumata. Ora giu' la maschera, leviamoci il cerone e […]