“Sia l’ora del rispetto della nostra democrazia e delle regole”: è questo il commento del sindaco di Sassuolo Matteo Mesini sull’esito dell’operazione “Domino”, l’indagine – coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo (Dda) di Genova – che ha portato all’arresto di nove persone accusate di far parte e di aver finanziato, attraverso tre associazioni benefiche di solidarietà con il popolo palestinese, l’organizzazione terroristica Hamas.
Tra le persone arrestate c’è anche Abu Rawwa Adel Ibrahim Salameh, un uomo di 52 anni fermato proprio a Sassuolo: dipendente dell’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese (Abspp), una delle tre finite nel mirino della Dda, è considerato dagli inquirenti il referente per la raccolta delle donazioni nelle regioni del Nordest d’Italia.
“Siamo tutti parte lesa di fronte ai fatti recentemente emersi”, ha detto Mesini: “La notizia che Sassuolo risulti coinvolta, anche solo marginalmente, in un’operazione antiterrorismo rivolta a una rete accusata di aver finanziato l’organizzazione Hamas deve farci riflettere seriamente e tenere sempre alta l’attenzione su ciò che accade nel nostro territorio. La legalità, il rispetto delle regole e la sicurezza delle nostre città non sono questioni negoziabili”.
Sassuolo, ha aggiunto il sindaco, “è e deve restare un luogo in cui la convivenza civile, il dialogo e la trasparenza prevalgono su ogni forma di violenza e di sospetto. Se venisse confermato che atti di solidarietà verso il popolo palestinese, anche da parte di persone legate alla nostra comunità, siano stati utilizzati per finanziare organizzazioni terroristiche, si tratterebbe di una situazione gravissima che non può essere sottovalutata”.
In tutto questo, però, per Mesini “la politica non deve lasciare spazio a odio e strumentalizzazioni”: il tema moschea “continuerà a essere affrontato secondo i principi di legalità e democrazia, così é sempre stato e così sarà”. Per questo, ha concluso il primo cittadino di Sassuolo, “mi aspetto grande collaborazione e chiarezza da parte delle associazioni islamiche attive sul nostro territorio. La città vuole garanzie chiare e trasparenti che sul nostro territorio non vi siano dubbi, né associazioni né attività che possano essere collegate ad Hamas o ad altre organizzazioni coinvolte in terrorismo”.






Hamas usa civili come scudo umano, sequestra cibo e beni sembra difficile che donazioni superino organizzazione