Fondazione ER vittime reato, 15 casi nel 2020

violenza domestica

L’emergenza Coronavirus non ha fermato la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati, che nei primi sette mesi del 2020 ha accolto 15 nuove richieste di aiuto arrivate dai sindaci del territorio e relative ad altrettanti casi di violenza e maltrattamenti in famiglia subiti da donne e bambini, per un impegno economico complessivo che ha sfiorato i 90mila euro.

Il punto della situazione sull’attività dell’ente, nato nel 2004 su iniziativa di Regione Emilia-Romagna (primo socio contribuente), Province e Comuni capoluogo per offrire un sostegno concreto e immediato alle persone coinvolte in tragici casi di cronaca, è stato fatto in occasione della recente assemblea dei soci, che ha confermato all’unanimità come presidente lo scrittore Carlo Lucarelli, che resterà dunque in carica per un altro triennio. Riconfermati anche alla vicepresidenza Cosimo Braccesi e, come garanti, Giuseppina Vio Gilardi e Fulvio Della Rocca.

I casi esaminati nel 2020 dalla fondazione hanno riguardato 10 donne e 3 minorenni vittime di gravi maltrattamenti in ambito familiare e altre due donne aggredite o perseguitate da conoscenti. Le richieste di aiuto sono arrivate da Comuni delle province di Bologna (5), Ferrara (3), Piacenza (3), Forlì-Cesena (2), Modena (1) e Reggio Emilia (1).

Tra le richieste accolte nella prima metà dell’anno c’è anche quella a favore di una donna residente in provincia di Reggio che sta ancora lottando per riavere accanto il suo bambino, che il padre del piccolo – denunciato dalla donna per maltrattamenti e con il quale è in corso una separazione particolarmente conflittuale – ha portato con sé all’estero con l’inganno. Da segnalare, inoltre, anche un brutto episodio di aggressione (avvenuto proprio nel periodo di lockdown) che ha visto vittima una donna, assalita dal suo convivente alla presenza dei figli.

L’assemblea ha anche approvato il bilancio consuntivo 2019, anno durante il quale è stato raggiunto il picco di 42 istanze accolte, per un totale di 277mila euro erogati a favore delle vittime. L’anno scorso le persone aiutate sono state complessivamente 98: 38 donne, 9 uomini e 51 minorenni, questi ultimi quasi sempre coinvolti in episodi che avevano gli adulti come vittime principali. Dal 2005 al 2019 sono state 833 le persone che hanno ricevuto un aiuto economico dalla fondazione: 333 donne, 120 uomini e 390 minorenni, per un impegno economico complessivo di 2,9 milioni di euro.

Gli aiuti vengono assegnati direttamente alle persone offese (o, per i minorenni, al tutore legale) e servono per affrontare le spese necessarie per accompagnare le vittime di reati verso l’autonomia. La fondazione, unica nel suo genere in Italia, è sostenuta dai versamenti dei soci e dalle donazioni dei singoli cittadini, ad esempio tramite la destinazione all’ente del 5×1000 della propria dichiarazione dei redditi (indicando nell’apposito riquadro il codice fiscale della fondazione: 02490441207).

Per il 2020 la fondazione può contare su un budget di circa 240mila euro, 150mila dei quali sono stati messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna.



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