“Mi dispiace sinceramente per le dimissioni di Moni Ovadia, mai mi sognerei di invocarle per ragioni di idee politiche. Di questo ho avuto modo di confrontarmi direttamente con lui, purtroppo solo al telefono, visto che in questi giorni mi trovo fuori città.
Certe visioni, come noto, ci dividono, ma nessuno può mettere in discussione la libertà di pensiero, la qualità intellettuale e le capacità artistiche di Ovadia, che per Ferrara e il suo Teatro ha fatto tanto. Gliene sono grato. Anche per questo la sua scelta, oggi, mi rammarica, ma ovviamente la rispetto”. Lo dice il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, dopo le dimissioni dell’attore da direttore generale del teatro comunale, in seguito alle sue prese di posizione critiche sulle responsabilità del governo israeliano e del premier Netanyahu sulla crisi.
“Ovadia – spiega il sindaco – rimarrà per altri tre mesi per questioni formali, quindi fino alla fine dell’anno. Alla prima occasione possibile lo incontrerò personalmente per chiarire ogni aspetto. Seppure a distanza, ho da subito tenuto a sottolineargli telefonicamente che mai ho anche solo ipotizzato di anteporre le sue idee politiche al giudizio sulla persona e sulle sue qualità artistiche, in coerenza col mio modo di essere, con l’autonomia e il rispetto dovuti alla cultura e al Teatro, come istituzione culturale della città. Autonomia che oggi continua ad essere garantita dal presidente e dal cda.
Semmai, se si parla di ingerenze bisogna guardare al passato, quando, col Pd al governo della città, in cda sedeva il vicesindaco, nonché allora assessore alla cultura (mentre la Fondazione Ferrara Arte era addirittura presieduta dall’ex sindaco Tagliani). Come dire: col Pd le mani del partito entravano prepotentemente anche nella programmazione culturale della città. Oggi, com’è evidente, il vento è davvero cambiato e la cultura è libera. Voglio precisare, in conclusione, che il Teatro, a seguito delle ultime vicende, non subirà alcun impatto rispetto alla ricca programmazione in essere, grazie al grande lavoro realizzato fino ad oggi”.






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Tutto condivisibile, il suo commento, oltre alla serie di NO riferiti alle mega galattiche iniziative della maggioranza che deliziano noi Cittadini...
Avanti così, a stronzeggiare banalità tra ebeti di una parte e tonti dall'altra. Chissenefrega delle strade ridotte a colabrodo, dei marciapiedi impraticabili, del centro deserto
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sicuramente le nostre istituzioni dovrebbero reggere l'urto e far fronte a tutti gli svalvolati e fuori di testa, pardon....persone in stato di fragilita', che ci […]
Ovviamente sfrecciare in monopattino a filo del bordo della banchina ferroviaria....è prassi consolidata e consentita....