Export al tempo del Covid, Emilia meglio della media italiana

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Il 2020, segnato inevitabilmente dalla pandemia, si chiude con un -8% per l’export dei distretti industriali dell’Emilia-Romagna, risultato comunque nettamente migliore rispetto al dato medio dei distretti italiani che realizzano un ripiegamento del 12,7%.

Secondo quanto emerge dall’analisi della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, sono cinque i distretti dell’aggregato distrettuale dell’Emilia-Romagna che presentano un andamento positivo dell’export nel 2020, che salgono a undici se si considera solo il periodo ottobre-dicembre.

Le maggiori evidenze sono la buona resilienza della filiera Agroalimentare e del Sistema Casa.

Quattro distretti dell’Agro-alimentare sono riuscito anche in questo contesto ad ottenere risultati di crescita delle esportazioni rispetto al 2019: Alimentare di Parma (+20,7%), Salumi di Parma (+1,4%) Salumi di Reggio Emilia (+1,3%), Lattiero-caseario di Reggio Emilia (+1%). Attenuano le perdite Ortofrutta romagnola (-4%), Salumi del modenese (-6,9%) e Lattiero-caseario Parmense (-7,5%).

Spicca il distretto dei Mobili imbottiti di Forlì che ha segnato un +20,1% delle esportazioni grazie al forte aumento delle vendite sul mercato francese e in quello cinese, attestandosi come unico distretto italiano del legno-arredo con valori in crescita nel 2020.

Tenuta anche per l’export delle Piastrelle di Sassuolo (-3,3%), che ha mostrato un deciso recupero nell’ultimo trimestre del 2020 in cui ha fatto registrare un +9,1%.

“Fin dall’inizio della pandemia abbiamo sostenuto le aziende della regione con nuova liquidità a medio-lungo termine per circa 3,5 miliardi e abbiamo sospeso finanziamenti per oltre 5 miliardi. In questa fase continuiamo a garantire il nostro sostegno con soluzioni concrete che consentano di uscire dalla crisi, allungando i tempi di rientro del debito e supportando le aziende nella pianificazione degli investimenti – sottolinea Cristina Balbo, Direttore regionale Emilia-Romagna e Marche di Intesa Sanpaolo -. Nonostante la persistenza di elementi di incertezza, con l’implementazione della campagna vaccinale è previsto un graduale ritorno alla normalità con una ripresa più stabile a partire dal terzo trimestre 2021. Una spinta rilevante potrà arrivare proprio dai mercati internazionali e i distretti emiliano-romagnoli, che anche in un anno tanto difficile hanno confermato la loro propensione all’export, non potranno che vedere confermata la loro centralità per l’economia della regione”.

Recupero meno evidente sui mercati esteri per i distretti della Meccanica. La ripresa più veloce ha interessato il distretto delle Macchine agricole di Modena e Reggio Emilia che rimane sostanzialmente stabile rispetto al 2019, dovuto al recupero nel periodo giugno-dicembre 2020, grazie all’aumento delle vendite in Grecia e in Turchia; di poco negativo il distretto dei Ciclomotori di Bologna (-2,8%), grazie al forte recupero negli ultimi sei mesi dello scorso anno. Per quanto riguarda gli altri distretti della meccanica: Macchine per l’imballaggio di Bologna (-9,3%), Macchine legno di Rimini (-10,8%), Meccatronica di Reggio Emilia (-12,7%), Macchine per l’industria della ceramica di Modena e Reggio Emilia (-12,4%), Food machinery di Parma (-13,5%), Macchine utensili di Piacenza (20,8%).

In forte difficoltà le esportazioni dei distretti del Sistema Moda: Maglieria e abbigliamento di Carpi (-23,9%), Abbigliamento di Rimini (-27,1%) e Calzature di San Mauro Pascoli (-31,8%). La situazione sembra tuttavia avviarsi su un sentiero di graduale lento recupero, trainata da uno scenario internazionale in miglioramento, in particolare grazie alla domanda cinese, attesa recuperare terreno anche nell’orizzonte del prossimo anno. La situazione sul mercato interno appare invece più critica, condizionata dai vincoli sulla capacità di spesa delle famiglie italiane e da un ritorno alla normalità incerto per quanto riguarda i flussi turistici in entrata.

Anche le esportazioni dei Poli tecnologici dell’Emilia-Romagna evidenziano un calo nel 2020 (-6,8%), nonostante un recupero nel quarto trimestre dell’anno (+2,2%) legato ai Poli del biomedicale. Nel 2020 mostra infatti una crescita il Biomedicale di Bologna (+2,2%) e contiene il calo quello di Mirandola (-1,2%); maggiori difficoltà per l’Ict dell’Emilia-Romagna (-14,5%).

I cali più importanti di export hanno riguardato i principali mercati di sbocco delle esportazioni distrettuali emiliano-romagnole: Stati Uniti, Francia, Spagna, Germania, Regno Unito, Russia, Giappone, Polonia, Cina e Hong Kong. Va però segnalato che negli ultimi tre mesi del 2020 l’export verso Stati Uniti, Cina e Svizzera è tornato a crescere, mentre i flussi diretti in Germania e Francia hanno sostanzialmente confermato i livelli di fine 2019. In aumento, invece, le esportazioni verso Svizzera, Canada, Svezia, Australia e Turchia.



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