Kenneth Faried si presenta: dopo l’esordio in campo domenica scorsa a Napoli, il neo-biancorosso ha incontrato nel pomeriggio di giovedì i media locali.
Ad introdurlo, il direttore sportivo Filippo Barozzi: “Faried è un giocatore che non ha certo bisogno di presentazioni: per lui parla tutto quello che ha fatto durante la sua carriera. Volevamo aggiungere un giocatore che ci portasse energia ed intensità sotto i tabelloni, ma che allo stesso tempo aumentasse il tasso d’esperienza e leadership della nostra squadra. Siamo davvero contenti di averlo qui a Reggio e di come lui si stia ambientando in queste prime settimane”.
Queste le prime parole del giocatore: “Voglio innanzitutto ringraziare la Pallacanestro Reggiana per questa opportunità. Reggio Emilia mi ricorda molto il College: una comunità orientata sull’importanza della famiglia, accogliente ed unita, dove la vita non è frenetica, ma ogni tanto si rallenta un po’ e ci si godono i momenti. Questi sono aspetti molto importanti per me ed i miei cari, poi ovviamente quello che conta è il campo. Sono qua per giocare a basket e dare una mano ai miei compagni di squadra a raggiungere più vittorie possibili, essere d’aiuto per i più giovani e dare il mio contributo in campo e fuori con la mia esperienza. Sono abituato a fare il veterano, già dopo qualche anno in NBA avevo maturato questo “status”. Ho imparato con il tempo ad essere sempre più un esempio sia con i fatti, ma anche aiutare con le parole ed essere più vocale. L’Italia? Ne parlavo tanto con Danilo Gallinari quando giocavamo insieme a Denver, lui tra l’altro mi preparava una pasta squisita. Gli ho sempre detto che avrei voluto provare un’esperienza in questo paese e quando, dopo la mia firma, mi ha scritto per congratularsi, si ricordava ancora di questo mio “pallino”. Sono in forma, mi sento bene e non vedo l’ora di scendere in campo davanti al nostro pubblico per godermi l’atmosfera del PalaBigi”.






Ultimi commenti
che in pratica nient'altro significa se non far pagare ai soliti noti (gia' abbondantemente vessati), costi che una massa di parassiti non puo' tirar fuori....
Già...Pantalon paga/il comune = pavone si fa bello con le piume nostre. Come sempre!
In realtà, direi che lo sciacallaggio è opera del c.d. centro sociale: privatizza gli introiti, tutti ad uso interno, mentre socializza le spese, scaricate sull'ignaro
però a dire certe baggianate una persona seria non sente un minimo di imbarazzo?
Cosa non sarebbe Reggio Emilia senza di lei. Futuro Sindaco ? Sindaca ? Sindac* ? o direttamente su uno scranno del Parlamento ?