Il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Bologna Grazia Nart ha disposto il rinvio a giudizio per Fabio Ferrari, l’uomo accusato dell’omicidio della cugina Natalia Chinni, insegnante in pensione di 72 anni assassinata il 29 ottobre dell’anno scorso mentre stava riparando la recinzione della sua proprietà a Santa Maria Villiana di Gaggio Montano, sull’Appennino bolognese. Il processo inizierà il 25 gennaio del 2023.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la donna fu raggiunta da sette pallettoni sparati a bruciapelo, partiti da un fucile illecitamente detenuto dal cugino. Seppur gravemente ferita, la vittima era riuscita a raggiungere la propria auto per prendere il cellulare, ma dopo essersi trascinata verso casa aveva perso i sensi prima di riuscire a chiedere aiuto: dopo qualche ora era stata ritrovata ormai senza vita dal figlio.
Fin da subito le attenzioni degli inquirenti si sono concentrate su Ferrari, con il quale la donna aveva già litigato in passato: i loro rapporti erano tesi da tempo. L’uomo è stato anche sottoposto a una perizia psichiatrica, che ha stabilito la sua piena imputabilità.
In udienza preliminare c’era anche la moglie di Ferrari, Loredana Bicocchi, anch’essa rinviata a giudizio: deve rispondere di alcune irregolarità che le sono contestate in relazione al fucile usato per l’omicidio (mai ritrovato), a diverse munizioni da caccia e a una pistola, tutti oggetti detenuti in violazione di un divieto disposto dal prefetto di Bologna nel dicembre del 2020. Per lei i legali difensori hanno scelto il rito abbreviato, che consente lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna: nel suo caso il processo inizierà il 2 febbraio del 2023.







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