Emilia, stop ad allevamenti in gabbia

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La Commissione Politiche economiche dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato la risoluzione, di cui è prima firmataria la capogruppo di Europa Verde Silvia Zamboni, che impegna la Giunta regionale a sostenere un percorso di transizione verso allevamenti che non facciano uso di gabbie e rispettino il benessere degli animali. Tale percorso comporterà una ridefinizione degli spazi e delle modalità degli allevamenti e avrà bisogno di un adeguato sostegno finanziario.

La risoluzione prende spunto dall’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) “End the Cage Age” (Stop all’era delle gabbie) che lo scorso 2 ottobre hanno consegnato alla Commissione Europea 1,4 milioni di firme raccolte negli Stati membri della UE (oggi in Europa oltre 300 milioni di animali sono condannati a vivere in gabbia). Un’iniziativa che ha avuto grande eco anche nel nostro paese: in Italia sono state raccolte oltre 90mila firme e 21 delle 170 associazioni europee che si sono attivate sono italiane.

L’Iniziativa è stata presentata lo scorso 15 aprile in un’audizione pubblica al Parlamento europeo, in vista di una risposta ufficiale da parte della Commissione che potrebbe presentare una direttiva in materia. Durante l’audizione il Commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, Janusz Wojciechowski, ha detto che i sussidi agricoli dell’UE e il Recovery Fund “possono anche essere utilizzati in parte per eliminare gradualmente l’allevamento in gabbia e implementare metodi alternativi”, e ha aggiunto: “Avete il pieno sostegno della Commissione europea per attuare questa trasformazione”.

A seguito dell’audizione, 101 parlamentari europei, provenienti da ogni schieramento politico, hanno inviato una lettera alla Commissione europea per chiedere la graduale eliminazione delle gabbie negli allevamenti. In particolare, gli eurodeputati chiedono l’adozione di pari modalità di allevamento da parte degli allevatori nella UE attraverso sia l’armonizzazione degli standard oggi diversi nei vari Stati, sia il divieto di importazione nella UE di tutta la carne e derivati prodotti senza rispettare questi standard.

A sostegno dell’Iniziativa dei Cittadini Europei si sono espressi anche 140 scienziati e alcune delle principali aziende alimentari di tutta l’Unione Europea, comprese aziende italiane di primo livello come ad esempio Barilla e Ferrero.

“Sono soddisfatta che la risoluzione che ho promosso sia stata approvata. È ormai riconosciuto che l’industrializzazione dei sistemi di allevamento intensivi costringe un alto numero di animali a vivere in spazi ristretti con ripercussioni negative sul loro benessere e la loro salute” – afferma Silvia Zamboni, Capogruppo di Europa Verde e Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, prima firmataria della risoluzione -. Oltre a comportare l’impiego di antibiotici, che si ritrovano poi nella carne destinata al consumo, queste condizioni di allevamento favoriscono la diffusione di virus e batteri che possono essere potenzialmente trasmissibili all’uomo (zoonosi).

Rendere più sostenibili ambientalmente ed eticamente i metodi di allevamento premia inoltre quegli allevatori nella nostra regione che già oggi rispettano il benessere degli animali. Con l’approvazione di questa risoluzione l’Emilia-Romagna fa da apripista in Italia per l’attivazione di misure concrete in risposta all’Iniziativa dei Cittadini Europei, avviando la transizione graduale a modalità di allevamenti senza gabbie, in grado di contribuire alla tutela sia della salute degli animali, e quindi dei consumatori, sia della reputazione delle nostre eccellenze alimentari all’estero. Ringrazio la collega Palma Costi, consigliera del PD, che ha contribuito alla definizione del testo della risoluzione”.

 



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