La Regione Emilia-Romagna è rimasta delusa dalla proposta del governo di trovare un accordo fra Regioni sulla data dell’election day. In ambienti della Regione, infatti, ci si aspettava dal governo una proposta concreta sulla data, che dopo l’assenso delle Regioni si trasformasse in un decreto con la forza di superare i vari ostacoli normativi.
L’Emilia-Romagna ritiene dunque pressoché impossibile che le tre regioni possano accordarsi su una data senza l’intervento del governo e la macchina organizzativa va avanti per votare il 17 e 18 novembre.
La situazione sembra dunque complicarsi e più passa il tempo più diventa difficile trovare una soluzione visto che l’Emilia-Romagna ha infatti fissato le regionali per il 17 novembre, la Liguria per il 27 ottobre, mentre per l’Umbria non ci sono ancora indicazioni ma ha già fatto sapere che è tecnicamente impossibile votare a ottobre in concomitanza con la Liguria.
“Si tratta di un teatrino senza precedenti e noi non commentiamo indiscrezioni o – con riferimento al comunicato seguito al Consiglio dei ministri – appelli generici. Al Governo, quando siamo stati contattati, abbiamo risposto col solito senso di collaborazione istituzionale che ci contraddistingue. Evidentemente il governo sta riscontrando problemi che certo non arrivano dall’Emilia-Romagna”. Lo dice Irene Priolo, presidente facente funzione dell’Emilia-Romagna a proposito dell’appello del governo alle regioni sull’election day.
“Adesso, però – prosegue la presidente dell’Emilia-Romagna – ci sembrano un po’ in confusione. E così facendo rischiano di mandare in confusione anche gli elettori su una cosa seria come la data delle elezioni, fissata in Emilia-Romagna per il 17 e 18 novembre prossimi. Per noi la confusione non va bene, non siamo abituati a lavorare così. Se il governo ha qualcosa da dirci ce la comunichi formalmente, altrimenti stiamo discutendo di niente. Fermiamo questo balletto scomposto”.






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