La scorsa notte è morto, presso la casa di riposo Villa al Poggio di Reggio, Renato Braccini, ex funzionario della Cassa di Risparmio di Reggio e storico militante – assieme alla moglie Rita Borghesani e alla figlia Maria Francesca (“Kissy”) – del Movimento sociale italiano reggiano.
Sabato 25 ottobre, a partire dalle 8.30, sarà possibile dare l’ultimo saluto al defunto: la camera mortuaria è allestita presso le Onoranze funebri Reverberi di Reggio. Sempre sabato, alle ore 17.30, saranno celebrati i funerali.
“Il camerata Renato Braccini, perché so che così gli piaceva essere chiamato”, lo ricorda Marco Eboli, presidente dell’associazione Balder: “Lo conobbi nei primi anni Ottanta nella sede del Msi a Reggio e da allora la nostra amicizia è stata sempre salda, come la nostra militanza e i conviviali. Lui, sua moglie e sua figlia erano militanti generosi. Una famiglia di destra, da sempre; anche gli altri due gemelli Armando e Caterina. Lo ricordo, con commozione e affetto, nelle riunioni in sede in via Roma, nelle trasferte a Roma per i comizi, nel creare gli striscioni per i banchetti”.
“Insieme a Luca Tadolini, e tanti altri, era sempre presente nell’andare a erigere croci nei più disparati luoghi della nostra provincia, a ricordo delle vittime, durante la guerra civile, dei partigiani comunisti. L’ultima volta che l’ho visto è stato una settimana fa, quando mi recai a Villa al Poggio per portargli la tessera di Fratelli d’Italia. La commozione mi colse subito, perché Renè, come lo chiamavano i familiari e gli amici, occupava il letto nel quale morì mio padre Paolo dieci anni fa. Si svegliò per un attimo dal torpore, gli dissi che mettevo la tessera nel comodino e lui fece il gesto dei pollici in su, tipico di quando era felice. Un abbraccio commosso ai figli e a tutti i familiari. Ci mancherai tanto, camerata Braccini”, conclude Eboli.
Anche il consigliere provinciale reggiano di Forza Italia Giuseppe Pagliani ha voluto ricordarlo: “Sin dall’età di 16 anni, quando entrai per la prima volta nella sede di via Roma del Msi, tra le prime persone che conobbi, benché io fossi iscritto da poco al Fronte della Gioventù, c’è stato Renato Braccini, che ai tempi si divideva tra il lavoro di dirigente bancario, la famiglia e la sede del Movimento sociale, sua seconda casa. Per noi è stato un esempio, perché ha avuto il coraggio di esprimere sempre, liberamente, le sue idee, in una città da sempre governata in ogni ambito dalla sinistra e dal Partito comunista ai tempi. In lui, tutti noi giovani abbiamo avuto un consigliere che con poche parole, a volte molto trancianti, dimostrava di capire con grande lucidità le scelte politiche compiute dai governi e dai partiti”.
Infiniti, per Pagliani, “sono i ricordi relativi a episodi vissuti e raccontati che hanno riguardato Renato, che, tra le sue caratteristiche, aveva quella di essere diretto ma molto simpatico. Lo ricordo con piacere immenso nei primi grandi eventi organizzati da Alleanza Nazionale e di quanto fosse orgoglioso nel veder crescere all’inizio degli anni Novanta, cosi repentinamente, il consenso della destra italiana e reggiana che, sino ad allora, era stata da sempre relegata alla marginalità politica e a livello locale alla ghettizzazione. Ricordo con infinito piacere anche Rita Borghesani, la moglie di Renato, scomparsa prematuramente tanti anni fa: anche lei, insieme ai figli, era di casa nella sede di via Roma del Msi. Con la scomparsa di Renato perdiamo un amico sincero, appassionato di politica, che ha vissuto la vita difendendo la memoria storica di chi è stato dimenticato dalla storia, ma anche un uomo di grande sensibilità, da sempre schierato in difesa dei deboli e dei dimenticati”.
(nella foto: Marco Eboli, Renato Braccini e Luca Tadolini)






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