Luigi Codeluppi è stato confermato alla presidenza della cooperativa Dimora d’Abramo, la cooperativa sociale reggiana impegnata nella gestione di servizi per la famiglia, di una comunità per minori, nell’accoglienza straordinaria di richiedenti asilo, nella gestione della casa albergo comunale e in servizi territoriali di informazione, orientamento e mediazione sociale e culturale.
Del Consiglio di amministrazione della cooperativa – che celebra quest’anno i trent’anni di attività, e conta 225 operatori – fanno inoltre parte Laura Prandi (vicepresidente), Marco Aicardi (entrambi riconfermati), Simona Nicolini e Francesca Preite.
Nel 2018 – come è emerso dalla recente assemblea dei soci che ha approvato il bilancio e rinnovato il CdA – ai servizi di accoglienza della cooperativa hanno fatto riferimento 2.281 persone, cui si sono aggiunte 184 famiglie (il 15%in più rispetto al 2017) e 261 bambini coinvolti nei percorsi di sostegno ai nuclei familiari in difficoltà e nelle attività educative della Dimora d’Abramo, 1.550 persone che si sono avvalse dei servizi di orientamento al lavoro e 1.328 minori e adulti inseriti in percorsi scolastici e di apprendimento della lingua italiana.
Nel futuro della cooperativa sociale di via Normandia spiccano, ora, rilevanti investimenti su nuove strutture per l’accoglienza temporanea di famiglie e persone in difficoltà (in prevalenza a causa di sfratti e perdita del lavoro), nell’area dell’assistenza psicologica e nei servizi di mediazione sociale e culturale.
“In quest’area – sottolinea Codeluppi – rafforzeremo sensibilmente anche i servizi rivolti alle imprese, supportandole nei percorsi di integrazione dei lavoratori stranieri e nelle diverse azioni che ne garantiscono la regolare permanenza nel nostro territorio”.
“Tra poche settimane – conclude il presidente della Dimora d’Abramo – apriremo anche una struttura di pronta accoglienza per famiglie e persone in difficoltà abitativa temporanea, coordinandoci con i servizi pubblici per rispondere alle emergenze via via individuate nelle nostre comunità”.







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