Si è concluso mercoledì 21 gennaio, con l’incontro specialistico a Sant’Ilario d’Enza con i sindaci e i presidenti delle Province di Reggio e Parma, il ciclo di appuntamenti del dibattito pubblico dedicato alla discussione sul progetto del nuovo invaso montano in val d’Enza, la cosiddetta “diga di Vetto”, considerato necessario per soddisfare i fabbisogni idrici delle due province emiliane.
Andrea Pillon, responsabile del dibattito pubblico, nella sua introduzione ha riassunto i passi compiuti finora durante il percorso partecipato. Sono poi intervenuti Lorenzo Catellani, presidente del Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale, e Francesca Mantelli, presidente del Consorzio di bonifica Parmense. La parola è passata quindi ai sindaci e ai presidenti di Provincia, che hanno chiesto chiarimenti sul DocFap (il Documento di fattibilità progettuale) e sulla procedura e hanno espresso la volontà che il lavoro sull’infrastruttura strategica sia comune e condiviso.
All’incontro hanno partecipato: Giorgio Zanni, presidente della Provincia di Reggio Emilia; Alessandro Fadda, presidente della Provincia di Parma; Marcello Moretti, sindaco di Sant’Ilario d’Enza; Enrico Ferretti, sindaco di Ventasso; Nicola Cesari, sindaco di Sorbolo Mezzani; Francesca Bedogni, sindaca di Cavriago; Ermes Boraschi, sindaco di Palanzano; Raffaella De Vincenzi, sindaco di Neviano degli Arduini; Daniele Friggeri, sindaco di Montechiarugolo; Fabio Ruffini, sindaco di Vetto; Aronne Ruffini, vicesindaco di Vetto; Stefano Marazzi, sindaco di Bibbiano; Federica Costi, assessora di Gattatico; Alessia Bernini, assessora di Neviano degli Arduini; Paolo Zoni, delegato alle politiche agricole del Comune di Parma; Mara Gombi, assessora di Canossa; Ilaria Rosati, responsabile della struttura operativa qualità acqua, cave e bonifiche del Comune di Parma.
Concluse le interlocuzioni tecniche, hanno preso la parola l’assessore regionale all’agricoltura e all’agroalimentare Alessio Mammi e Stefano Orlandini, commissario straordinario del governo per la diga di Vetto.
“L’incontro con i sindaci e i presidenti delle Province rappresenta un momento di confronto istituzionale fondamentale”, ha detto Pillon, “perché consente di mettere in relazione le valutazioni delle amministrazioni e dei portatori di interesse sulle alternative di invaso e sulle opere sinergiche del bacino del torrente Enza”. Il termine per la raccolta delle osservazioni è stato fissato al 29 gennaio: chi desidera contribuire può farlo tramite il sito dedicato.
Il commissario straordinario Orlandini ha invece espresso “apprezzamento per il lavoro svolto nell’ambito del dibattito pubblico, che si sta sviluppando in modo ordinato, trasparente e partecipato. Il confronto tra prospettive diverse rappresenta un valore essenziale per individuare soluzioni progettuali tecnicamente robuste, sostenibili e utili nel lungo periodo, nell’interesse del territorio. In questo quadro, l’intesa istituzionale tra la Regione Emilia-Romagna e il governo è un elemento chiave per conseguire un obiettivo storico per la Val d’Enza, nel rispetto dei ruoli e dell’interesse generale”.
Soddisfatto anche l’assessore regionale Mammi: “Come Regione ci siamo, abbiamo finanziato anche il Docfap. Il punto di vista dei sindaci è insostituibile: quella emersa da chi rappresenta i territori è un’ottima coesione e il lavoro quotidiano nelle comunità, insieme alle osservazioni puntuali, testimoniano un’attenzione, una maturità e una responsabilità istituzionale importanti e decisive. Parliamo della progettazione di un’infrastruttura necessaria e strategica: non solo un invaso, ma un insieme di interventi in grado di trattenere l’acqua, mettere in sicurezza il territorio e affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici. Dobbiamo andare avanti con rapidità, ma anche con rigore, individuando la soluzione migliore sul piano ambientale e della sicurezza, ascoltando le comunità. Il percorso deve restare trasparente e, soprattutto, impeccabile sul piano amministrativo e giuridico: non possiamo permetterci errori”.
Per il presidente della Provincia di Reggio Zanni “da parte nostra c’è un atteggiamento costruttivo e propositivo, unito alla convinzione che si debba affrontare ogni passaggio di questo percorso con la più ampia chiarezza e responsabilità. Tra i temi centrali c’è anche quello delle opere di compensazione, che non possono essere considerate un aspetto secondario o accessorio ma sono una parte integrante del ragionamento complessivo sull’opera, sulle mitigazioni e necessità prima in fase di progettazione, poi di cantiere e sulle sue ricadute territoriali”.
“Come Provincia”, ha aggiunto Zanni, “continueremo il percorso avviato nei giorni scorsi con il tavolo di coordinamento dei Comuni coinvolti dall’opera. In quella sede è stato infatti concordato di lavorare come amministrazioni reggiane a un documento unitario, che raccolga tutte le osservazioni e le priorità dei Comuni in merito a opere e attenzioni necessarie in tema di infrastrutture, viabilità, mitigazioni e difesa del suolo rispetto a criticità idrauliche e idrogeologiche, da presentare nei termini previsti dal percorso del dibattito pubblico, con una particolare attenzione alle esigenze dei territori maggiormente coinvolti dall’infrastruttura, a partire dai comuni di Vetto e Ventasso. Allo stesso modo rimane aperto il confronto e il coordinamento con la Provincia e i Comuni parmensi, per coordinare il lavoro su entrambe le sponde dell’Enza”.






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