I numeri abruzzesi confermano le previsioni dei sondaggi: vola Salvini, di gran lunga primo partito, e crollano i 5 Stelle, dei quali almeno un terzo sono “elettori volatili” già in cerca di alternative.
Per ora il governo regge e non può fare altro almeno fino alle Europee, ma è del tutto evidente che il contratto Di Maio-Salvini sul quale nacque la legislatura si è già esaurito nelle reciproche prospettive.
In questa fase il capo della Lega rimane il dominus della situazione. Controlla due forni accesi – quello con i grillini e quello del centrodestra classico – e non va consumandosi alla guida personale di un esecutivo di cui comunque non ha intestato né la presidenza né l’aritmetica maggioranza.
In guai seri si trova invece Di Maio, poiché è evidente che la strategia del soli contro tutti comporta pesanti rinunce sui territori e sconfitte a raffica nelle elezioni locali.
Bastino a evidenziarlo i casi emiliani dove voteranno a primavera capoluoghi importanti come Modena e Reggio: la partita si gioca a due, destra che sfida la sinistra, e i grillini a guardare.







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Caro Eboli, allora scriviamo sulla lapide che fece lo scout e andò pure a dottrina in parrocchia. Visto che ami e cerchi la verità, non […]
e' come affidare una macchina di Formula 1 ad un patentando col foglio rosa.....il problema e' culturale, chi manovra le fila dell'impianto RCF Arena, musicalmente […]
Ah si!? Ero convinto si trattasse di un incidente stradale. Peccato che ad El Koudri non abbiano nemmeno dato il tempo di compilare la constatazione amichevole,