Superato il panico da quarantena e negativi ai controlli, pronti per calcare il palco dell’Ariston mercoledì 3 marzo, in gara nella sezione Nuove Proposte nella seconda serata del Festival, i gemelli Dellai si concedono in streaming ai giornalisti, in diretta da Sanremo, facendosi trovare motivati e sereni: <<Siamo saliti su questo treno e non vogliamo più scendere. La musica? La nostra professione>>.
Aldilà che sia o meno il primo caso di una coppia di gemelli in gara, è un rapporto che ha influito e <<ci ha motivato>> – raccontano – <<abbiamo i nostri obiettivi, sappiamo dove vogliamo arrivare, poi vinca il migliore>>.
E “Io sono Luca”, titolo del brano in gara, già disponibile in tutti i negozi digitali, inizialmente presentato come “Castelli di Carte”, parla proprio di Luca, coautore e protagonista del pezzo: «Tutti siamo Luca>> – spiega il fratello Matteo, cantante del duo – <<Tutti siamo caduti e abbiamo imparato a planare per non cadere ogni volta; tutti ci siamo sentiti sbagliati, impreparati, non adatti, abbiamo dovuto fare i conti con una vita che spesso ci ha insegnato che la realtà può essere più dura di quanto si possa immaginare>>.

Esperienze che segnano – gli attacchi di panico adolescenziali, la sensazione di disagio quando si sta in mezzo a persone che non si conoscono, un padre che un giorno decide di andare e di non tornare più – ma che si superano (anche) nello stesso momento in cui si decide di condividerle.
Prima di tutto, abbattendo le barriere geografiche e costruendo un progetto che permetta di ritrovarsi e in cui credere entrambi; poi, raccontandolo al mondo intero, per esorcizzarlo.
Nessun rischio “cometa” dietro l’angolo, quindi, il duo romagnolo punta sul sodalizio.
Solisti dopo Sanremo?
<<No, Dellai resta il progetto primario>>.

Nel video musicale, la cui storia originale è diretta dal team di Creativite, protagonisti sono proprio i Dellai: Luca vive la sua vita da sempre all’interno di un carrello della spesa spinto da Matteo. Luca dorme, mangia, si lava, suona la chitarra e cresce – in uno scenario ironico e surreale – assecondato e supportato dal fratello gemello e dagli amici. Il suo unico sogno, nato da piccolo dopo aver visto una pubblicità, è quello di trasformare il carrello in un aereo, per volare, per superare le barriere adolescenziali e sentirsi finalmente libero.
Partiti da lontano, i Dellai, il volo lo hanno spiccato veramente e anche speditamente, in meno di un anno. Lo scorso maggio escono con il primo singolo autoprodotto (“Non passano gli aerei”); vengono adocchiati dalla struttura riminese LucaRedCrew, con la quale chiudono un contratto discografico e manageriale; provano e vengono premiati tra i magici 8 di Area Sanremo; Amadeus li sceglie per Sanremo Giovani 2021; firmano con Virgin Records e in un batter d’occhio si ritrovano in studio a lavorare (e quasi a concludere) il primo proprio album di inediti.
<<Abbiamo scritto tanto in passato>> – continua a raccontare Matteo – <<abbiamo molti brani su cui lavorare e da poter registrare. Un ottimo punto di partenza e di spunto per i pezzi che verranno>>.
Qualcuno prevale sull’altro?
<<Scriviamo entrambi, ma singolarmente; mai insieme. Ci incontriamo quando è l’ora di finalizzare la canzone. Abbiamo due generi di scrittura molto diversi, ma poi – ed è bello – ognuno di noi trova una parte di sé nello stile dell’altro>>.
E se il volo non fosse a planare?
<<Luca ha imparato a cadere senza farsi male, quindi si è saputo rialzare. Penso che serva cadere e imparare dai propri sbagli, ma sempre senza mai perdere la voglia di riprovare>>.







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