Dal 9 giugno al CeIS di Reggio un corso di tre incontri per giovani caregiver

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Lunedì 9 giugno, presso la sede del Centro di solidarietà di Reggio Emilia (CeIS), prenderà il via un corso di formazione di tre incontri rivolto a operatori sociali, educativi, sanitari e culturali. L’obiettivo è quello di fornire strumenti utili per riconoscere e accompagnare i giovani caregiver, adolescenti e giovani adulti che hanno responsabilità di cura verso un proprio familiare con disabilità o non autosufficiente.

L’iniziativa fa parte del progetto “Connessioni culturali”, realizzato con il sostegno della Fondazione Manodori, che mira a promuovere la cultura come spazio di autodeterminazione, relazione e interpretazione della realtà e che mette al centro la coprogettazione e la realizzazione di attività culturali insieme ai ragazzi, con particolare attenzione a coloro che vivono situazioni di fragilità – come appunto i caregiver familiari.

Si stima che in Italia siano quasi 400.000 i giovani che si occupano di un familiare con disabilità o non autosufficiente: essere un giovane caregiver può portare con sé soddisfazioni ma anche difficoltà aggiuntive nel percorso di vita e di studio, che possono essere però attenuate grazie a interventi di supporto mirati. Il corso di formazione nasce proprio per rispondere a questa esigenza, offrendo competenze specifiche ai professionisti.

“Connessioni culturali” è promosso dalle cooperative sociali Centro di solidarietà di Reggio Emilia, Anziani e non solo, Progetto Crescere, insieme a Polisportiva Pace, AcQuA e all’Unione dei Comuni Terra di Mezzo, con il contributo della Fondazione Manodori. Il percorso si articolerà in tre incontri con esperti, che affronteranno aspetti teorici e pratici del caregiving in adolescenza, con un focus sul welfare culturale come strumento per coinvolgere i giovani in modo non stigmatizzante. Per partecipare al corso è obbligatoria l’iscrizione.

“Con il bando per le fragilità sociali, la Fondazione Manodori intende sostenere i progetti tesi a rispondere ai bisogni educativi, di socializzazione e di coinvolgimento delle nuove generazioni, che appaiono disorientate e sembra stentino a trovare punti di riferimento, perché possano scegliere la propria strada e crescere in modo sereno”, ha sottolineato il presidente della Fondazione Manodori Leonello Guidetti.

“L’idea della formazione si inserisce in un percorso più ampio per valorizzare il ruolo dei giovani caregiver”, ha aggiunto Umberto Vitrani del Centro di solidarietà di Reggio: “La cultura può diventare un terreno comune per riconoscersi, raccontarsi e crescere”.

Per Licia Boccaletti, presidente e responsabile della formazione di Anziani e non solo, “questi ragazzi e queste ragazze affrontano responsabilità spesso invisibili: è fondamentale che chi lavora con loro sia formato per riconoscerne i bisogni e attivare reti di sostegno efficaci”.