Una scultura in cartapesta candida, che richiama l’immagine stilizzata di una donna operata al seno, ha trovato posto nell’area di soggiorno del reparto di chirurgia senologica al primo piano del Core, il Centro oncoematologico di Reggio: a realizzarla, con l’intenzione di donarla simbolicamente a tutte le pazienti operate di tumore al seno (insieme a una poesia, a una ventina di borsette porta-drenaggio realizzate a mano in tela colorata e a dei segnalibri), sono stati i detenuti del carcere di Reggio grazie al progetto Liberi Art.
Liberi Art è un progetto rieducativo ideato nel 2021 dall’artista Anna Protopapa, operatrice volontaria degli istituti penali di Reggio, nato per aiutare a esprimere il potenziale creativo di ogni detenuto attraverso l’apprendimento della manualità. Nell’atelier vengono realizzati quadri e sculture su temi di valenza sociale, come ad esempio la violenza sulle donne, sui bambini, sull’ambiente. I manufatti così realizzati diventano poi oggetto di mostre e iniziative benefiche, oltre che di sensibilizzazione.
“L’arte è un modo di rieducare i detenuti”, secondo Protopapa, “ma anche di avvicinarsi al dialogo per riflettere sulle questioni che investono la società, per esprimersi attraverso la creatività e interagire con il mondo libero”.
Il progetto di Liberi Art “Le sbarre della sofferenza”, per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione oncologica, ha visto la partecipazione ai laboratori di circa venti detenuti della casa circondariale reggiana, sotto la guida della stessa Anna Protopapa e in sinergia con gli istituti penali di Reggio. Le borsette porta-drenaggio sono state realizzate in collaborazione con School and Fun di Reggio, titolare Maria Cristina Monica.
Nella mattinata di giovedì 22 ottobre i funzionari giuridico-pedagogici degli istituti penali di Reggio – la responsabile dell’area educativa Carmela Gesmundo, Denise Zurlo in rappresentanza della direzione e dell’amministrazione penitenziaria e la garante comunale dei detenuti Francesca Bertolini – sono stati ricevuti dal direttore della struttura di senologia Eugenio Cenini, da alcuni componenti dell’équipe e dal direttore del presidio ospedaliero provinciale Giorgio Mazzi.

“Donazioni come questa – ha sottolineato Mazzi – sono particolarmente apprezzate dalle équipe, dalle pazienti e dai loro familiari per il profondo valore rieducativo, terapeutico e sociale delle persone che stanno scontando una pena e perché consentono di esprimere una vicinanza simbolica nei loro confronti, promuovendo una cultura di accoglienza e comprensione, fondamentale per il loro reinserimento”.






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