L’Emilia è tornata in zona arancione

coprifuoco

Non c’è ancora l’ufficialità, che arriverà con la nuova ordinanza del ministro della salute Roberto Speranza, ma sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia nazionale da lunedì 11 gennaio l’Emilia-Romagna tornerà in zona arancione.

Dal monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità e del Ministero della salute è emerso infatti come la regione abbia un indice di trasmissibilità puntuale dei contagi (Rt) che ha superato la soglia critica di Rt = 1 anche nel valore inferiore della “forchetta” delle stime.

Nella stessa zona arancione finiranno anche Lombardia, Veneto, Calabria e Sicilia, mentre tutte le altre regioni e province autonome dovrebbero mantenere lo status di area gialla, quella con le minori limitazioni. Nessuna regione o provincia autonoma, almeno per il momento, presenta parametri tali da dover rendere necessario ricorrere alla zona rossa, quella con le restrizioni più rigide.

Per l’Emilia-Romagna (e per tutte le altre regioni sopra indicate) la zona arancione inizierà in realtà già dal weekend, dal momento che secondo quanto previsto nel decreto legge di inizio 2021 tutta Italia dovrà osservare per il fine settimana di sabato 9 e domenica 10 gennaio le norme previste dal Dpcm del 3 dicembre scorso per i territori in zona arancione.

COSA SI PUO’ FARE IN ZONA ARANCIONE – Zona arancione oggi e domani: regole e misure più rigide in tutta Italia per spostamenti, bar, ristoranti nel weekend del 9 e del 10 gennaio secondo quanto prevede il nuovo decreto Covid. Dopo due giorni in zona gialla, ecco la stretta per il fine settimana. Come ormai è prassi consolidata, il coprifuoco scatta alle 22 e dura fino alle 5. Se non per motivi di lavoro, di necessità e di salute sono vietati gli spostamenti al di fuori del comune e tra le regioni. “Saranno comunque consentiti, negli stessi giorni, gli spostamenti dai Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, entro 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia”, prevede il decreto. Bar e ristoranti devono limitarsi all’asporto e alla consegna a domicilio, chiusura per centri commerciali. Restano aperti alimentari, farmacie, parafarmacie, tabaccherie ed edicole, anche all’interno degli stessi centri commerciali.

Il weekend in zona arancione è un prologo per 5 regioni. Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto non cambieranno colore lunedì, come stabilisce l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che entrerà in vigore domani. “Dobbiamo tenere il massimo livello di attenzione perché il virus circola molto e l’indice del contagio è in crescita”, ha twittato il ministro annunciando la firma. L’ordinanza, siglata in una giornata caratterizzata da 17.533 contagi e 620 morti, è il frutto dell’analisi condotta sui dati del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità (Iss)-ministero Salute, relativo al periodo 28 dicembre 2020-3 gennaio 2021: “Calabria, Emilia Romagna e Lombardia” hanno “un Rt puntuale significativamente maggiore di 1, altre 6 lo superano nel valore medio (Liguria, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta), altre 4 hanno un valore uguale, la Puglia, o che lo sfiora, Lazio, Piemonte, Veneto”. Il Veneto, infine, “mostra un tasso di incidenza particolarmente elevato, rispetto al contesto nazionale”. Tra il 15 e il 28 dicembre, evidenzia il documento, “l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1.03 in aumento da quattro settimane e per la prima volta, dopo sei settimane, sopra uno”. Nel report “si osserva un peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese. L’incidenza nazionale a 14 giorni torna a crescere dopo alcune settimane di decrescita, aumenta anche l’impatto della pandemia sui servizi assistenziali e questo si traduce in un aumento generale del rischio”. “C’è nel Paese un peggioramento della situazione epidemiologica generale e aumenta l’impatto sui servizi assistenziali. Questo scenario implica la massima cautela”, ha detto Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). I dati, secondo il report, evidenziano che l’epidemia di Covid-19 in Italia “si trova in una fase delicata che sembra preludere ad un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite ed implementate rigorosamente misure di mitigazione più stringenti”.



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