Da Confcooperative la piattaforma “Oltre il Covid” per guardare più in là dell’emergenza sanitaria

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Il valore del lavoro, la legalità e la regolarità, una nuova alleanza tra le forze imprenditoriali, lo sviluppo dell’economia di territorio, la tutela delle persone vulnerabili e il rilancio dell’impresa cooperativa come fattore di sviluppo economico, equità, coesione e giustizia sociale: sono queste le priorità fissate da Confcooperative nella piattaforma “Oltre il Covid”, un documento che – come anticipa il titolo stesso – si muove nel solco delle ricadute economiche, di fragilità lavorativa e di conflittualità sociale determinate dalla pandemia di nuovo coronavirus, orientando però lo sguardo oltre le emergenze che “rischiano di bloccare il tempo delle progettazioni e della programmazione del futuro, che non può essere semplicemente disegnato dai mercati, ma piuttosto da azioni condivise tra istituzioni, realtà imprenditoriali e forze sociali”.

Secondo la centrale cooperativa “c’è innanzitutto necessità e urgenza di una visione accomunante e riappacificante tra categorie e classi sociali, con una politica che offra una prospettiva chiara alle persone e dia un valore e un senso ai sacrifici affrontati in fase pandemica”.

Per Confcooperative, dunque, “non è più sufficiente che il sacrificio sia ricondotto all’obiettivo di uscita dall’emergenza” e la politica “è chiamata a un senso di responsabilità comune da manifestare guardando a come orientare le politiche e le persone a un post-emergenza in cui, fuori dalle logiche dello stato d’emergenza, prenderanno il sopravvento le priorità oggi accantonate o tamponate da impedimenti, deroghe o ristori: l’occupazione, lo sviluppo d’impresa, il debito pubblico, la tenuta e lo sviluppo di quell’economia di territorio che ha ancor più mostrato d’essere patrimonio essenziale nella pandemia, la sanità accessibile e diffusa nelle comunità (anche grazie alla cooperazione di settore più virtuosa e innovativa), i servizi alle persone e le attività d’impresa all’insegna della sostenibilità ambientale, finanziaria ed economico-sociale”.

In questo filone si innestano le priorità fissate dalla piattaforma “Oltre il Covid”, a partire dalla legalità e dalla regolarità: secondo Confcooperative, infatti, occorre “alzare la guardia e il monitoraggio rispetto a comportamenti irregolari e/o criminali che le difficoltà e l’insicurezza determinate dalla pandemia potrebbero accentuare”. È inoltre necessario “un deciso rilancio, la cui urgenza è stata ulteriormente amplificata dalla pandemia, della sussidiarietà pubblico/privato già nella definizione delle politiche sanitarie, sociali, educative e di valorizzazione delle risorse locali, che facciano leva sui migliori capitali esprimibili dal pubblico e dal privato e non assegnino semplicemente a quest’ultimo ciò che non è sostenibile dal primo”.

In questo quadro si innestano anche le azioni che Confcooperative ritiene più urgenti a tutela della dignità e del valore del lavoro cooperativo: “Nei settori in cui si intrecciano le azioni pubblico/privato, come accade nell’ampio alveo dei servizi educativi e socio-assistenziali, l’obiettivo minimo è il riconoscimento di ogni costo legato agli adeguamenti contrattuali, per arrivare progressivamente a miglioramenti delle stesse condizioni che consentano di valorizzare professionalità e competenze oggi compresse nel riconoscimento del loro valore e della loro dignità”.

Un percorso analogo è richiamato dalla centrale cooperativa anche a proposito del lavoro cooperativo con la committenza privata: come si legge nel documento, “il tema dell’adeguatezza del riconoscimento economico della committenza rispetto ai costi (a partire da quelli contrattuali) sostenuti dalle cooperative richiede una fondamentale mediazione del pubblico, per evitare una conflittualità tra rappresentanze economiche che rischierebbe di ripercuotersi in modo ulteriormente negativo sulle cooperative di servizi”.

Azioni, queste, che rientrano in una visione dello sviluppo che per Confcooperative passa innanzitutto dalle relazioni impresa-territorio: “Il tempo che ha esaltato il valore delle connessioni digitali è lo stesso tempo che ha esaltato il valore del territorio, della prossimità, dei radicamenti e delle relazioni comunitarie. Tema centrale, allora, è la tutela e la promozione di economie e servizi presenti e attivi in questa dimensione, superando innanzitutto una visione che fa coincidere il locale con l’obsoleto per riorganizzare uno sviluppo territoriale diffuso, in cui anche i patrimoni considerati marginali nell’ambito delle concentrazioni (di produzioni, di servizi) siano riaffermati come fattori di sviluppo equilibrato e a tutti fruibile”.

È in quest’ottica, dunque, che la centrale cooperativa intende rilanciare, facendosene parte attiva, “un nuovo e necessario patto tra le diverse forze imprenditoriali orientato allo sviluppo reale del territorio, delle opportunità per le persone e per le comunità locali, tanto più necessario nella stagione in cui la pandemia ha accresciuto gli elementi di disgregazione sociale e vi sono tante e nuove fragilità sociali, economiche e lavorative che richiedono inediti airbag, a partire da nuovi stili, modalità di relazione e azioni comuni”.

Un tema, quello delle fragilità innescate dalle conseguenze del virus, rispetto al quale la cooperazione secondo Confcooperative “sarà alla prova della mutualità sociale e dell’intersettorialità” e “si sta preparando anche con approfondimenti circa la creazione di un fondo mutualistico e di progetti mutualistici per il sostegno alle nuove vulnerabilità”.



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