Martedì 20 agosto il presidente del consiglio Giuseppe Conte, con un lungo intervento al Senato, ha messo ufficialmente fine all’esperienza del governo gialloverde tra Lega e Movimento 5 Stelle, annunciando le proprie dimissioni e attaccando duramente il ministro dell’Interno Matteo Salvini, seduto per tutto il tempo alla destra del premier.
Il leader del Carroccio, subito dopo il discorso di Conte, è intervenuto a sua volta per difendere le proprie scelte: “Rifarei tutto quello che ho fatto”, ha detto il vicepremier prendendo la parola a Palazzo Madama, “non ho paura del giudizio degli italiani. Sono qua con la grande forza di essere un uomo libero: in quest’aula ci sono donne e uomini liberi e donne e uomini un po’ meno liberi. Chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è una donna o un uomo libero”.
“Se qualcuno da settimane, se non da mesi, pensava a un cambio di alleanza, molliamo quei rompipalle della Lega e ingoiamo il Pd, non aveva che da dirlo. Noi non abbiamo paura”, ha attaccato Salvini.
“La libertà non consiste nell’avere il padrone giusto, ma nel non avere nessun padrone”, ha aggiunto il ministro citando Cicerone. “Non voglio un’Italia schiava di nessuno, non voglio catene, non la catena lunga. Siamo il Paese più bello e potenzialmente più ricco del mondo e sono stufo che ogni decisione debba dipendere dalla firma di qualche funzionario europeo: siamo o non siamo liberi?”.
“Gli italiani non votano in base a un rosario, ma con la testa e con il cuore”, ha proseguito il vicepremier replicando agli attacchi di Conte sul presunto uso strumentale da parte di Salvini dei simboli religiosi durante i comizi della Lega: “La protezione del cuore immacolato di Maria per l’Italia la chiedo finché campo, non me ne vergogno, anzi sono ultimo e umile testimone”.
“Voi citate Saviano, noi San Giovanni Paolo II: lui diceva e scriveva che la fiducia non si ottiene con le sole dichiarazioni o con la forza, ma con gesti e fatti concreti. Se volete completare le riforme noi ci siamo. Se volete governare con Renzi, auguri…”, ha concluso Salvini tendendo l’ultima mano verso un’ormai difficile – se non impossibile – parziale rientro della crisi.






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