Crisi di governo, Italia Viva Reggio: “Ripristinare i tempi e i modi della democrazia”

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La coordinatrice provinciale reggiana di Italia Viva Maura Manghi ha risposto con una nota alle tante critiche piovute sulla formazione politica fondata da Matteo Renzi dopo l’innesco della crisi politica nella maggioranza causata dalle dimissioni delle ministre di Italia Viva Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e del sottosegretario Ivan Scalfarotto dal governo.

“Credo che le reazioni, spesso scomposte, alle dimissioni dal governo dei rappresentanti di Italia Viva dimostrino senza alcun dubbio la necessità delle dimissioni stesse e la confusione che regna fra gli esponenti di questa maggioranza. Vorrei che fossero chiari alcuni punti: Italia Viva non vuole elezioni, non chiede la testa di nessuno, non pensa certamente di sostenere una maggioranza con gli amici di Trump. L’unico amico di Trump che abbiamo sostenuto è l’attuale presidente del consiglio”.

Italia Viva, ha spiegato la coordinatrice Manghi, “appoggerà ogni provvedimento necessario a far uscire il paese dalla pandemia, dai decreti ristori al Recovery Plan se adeguatamente modificato”, ma “chiede con forza che a questi provvedimenti si uniscano due cose: l’utilizzo del Mes sanitario per affrontare i problemi della sanità nazionale e un progetto ampio, discusso, condiviso, coerente e di largo respiro per disegnare il futuro del paese stesso”.

Il Recovery Plan, ha aggiunto, “è infatti la più grande e ultima occasione per risollevare un paese che uscirà dalla pandemia con la situazione economica peggiore d’Europa e il maggior numero di vittime. Italia Viva però chiede che vengano ripristinati i modi e i tempi della democrazia. La politica si fa in parlamento e nelle istituzioni e non nelle conferenze stampa sui social. I provvedimenti vanno discussi e votati nelle commissioni e non presentati di notte, senza possibilità di modificarli”.

“Cosa dire poi delle promesse non rispettate? Siamo ancora in attesa della riforma del processo penale promessa per ottenere la fiducia al ministro Bonafede, siamo in attesa di vedere l’apertura dei cantieri delle opere essenziali per la ripresa del paese e che chiediamo dal primo giorno di questo governo, anzi non sono nemmeno stati individuati i commissari per farli partire, e siamo in attesa di una riapertura della scuola promessa per settembre”.

Ma soprattutto, ha concluso Maura Manghi, “chiediamo rispetto per le idee che sosteniamo e per le persone che le rappresentano, un rispetto che negli ultimi tempi è purtroppo mancato sia tra i colleghi di governo che nella maggioranza. Occorre una forte discontinuità, di comportamenti prima ancora che di persone”.



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