Questa mattina sul tavolo della Conferenza delle Regioni il piano messo a punto da una commissione tecnica composta dagli assessori di Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Campania e che sarà sottoposto all’attenzione dell’esecutivo.
Il piano ricalca quello disegnato l’anno scorso ma aggiornato al criterio della vaccinazione come parametro da considerare. Riapertura delle attività all’aperto, sfruttamento degli spazi interni di bar e ristoranti affinché le saracinesche restino alzate anche la sera, aumentando il distanziamento e prevedendo una capienza limitata. Nelle linee guida anche le indicazioni per palestre, teatri e cinema.
Starebbe prendendo quota l’ipotesi di allentare le misure step by step, offrendo una serie di ‘date obiettivo’ per le riaperture che consentano agli italiani di tornare a guardare al futuro, espressione usata più volte dallo stesso presidente del Consiglio. E continua a farsi spazio l’idea – a partire da maggio e sempre dati permettendo – di spostare più avanti le lancette del coprifuoco, portandolo dalle 22 alla mezzanotte così da consentire l’apertura dei ristoranti con tavolini all’aperto. Idea che farebbe il paio, si ragiona nel governo, con la richiesta che sarebbe stata avanzata dal premier Draghi al Cts, ovvero mettere nero su bianco dei protocolli che non siano anti-economici, con un occhio attento ai settori più in sofferenza.






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C'è indiscutibilmente un sistema dietro ed è sempre il solito, quello dei detentori della verità per grazia divina, propagata ed imposta attraverso i centri sociali, […]
Ariani certificati però, mansueti e sottomessi, meglio se anche masochisti d'annata e senza certificato antifascista, utile per saltare la fila.
Sembrano persone pacifiche alle quali è chiesto, in Italia, di non contrastare la nostra Costituzione. Tuttavia anche a loro è possibile parlare del Vangelo.