Correggio. Schiaffi e spray al peperoncino negli occhi, poi gli rubano il marsupio

pattuglia carabinieri centro storico Correggio – CC

I carabinieri hanno denunciato due ragazzi di 20 anni – uno residente a Correggio, l’altro a Reggio Emilia – entrambi di origine tunisina e già noti alle forze dell’ordine, con l’accusa di rapina aggravata in concorso, lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi o strumenti atti a offendere: sono loro, secondo le indagini, i due giovani che a metà settembre hanno schiaffeggiato e accecato un diciottenne con lo spray urticante per rubargli il marsupio.

L’aggressione è avvenuta nella serata dello scorso 15 settembre, intorno alle 21.30, in via Gambara, a Correggio. La vittima stava rientrando a casa a piedi, da solo, quando all’improvviso qualcuno – da dietro – lo ha toccato una spalla: il diciottenne, d’istinto, si è girato, e due sconosciuti hanno iniziato a colpirlo ripetutamente al volto con degli schiaffi. Subito dopo, uno di loro ha estratto dallo zaino una bomboletta di spray urticante, dirigendo lo spruzzo direttamente verso gli occhi della vittima.

A quel punto, approfittando dello stato di momentaneo smarrimento del ragazzo, alle prese con il forte bruciore agli occhi, gli aggressori gli hanno strappato con forza il marsupio che il giovane portava a tracolla (dentro c’era una banconota da 50 euro), per poi scappare.

Il diciottenne, sotto shock e temporaneamente accecato dagli effetti dello spray urticante, è stato soccorso da un passante, che lo ha aiutato a tornare a casa. Successivamente è andato al pronto soccorso dell’ospedale di Carpi per accertamenti, dove gli è stata diagnosticata una congiuntivite irritativa da spray al peperoncino, con tre giorni di prognosi.

Una volta formalizzata la denuncia, sono scattate le indagini: i carabinieri correggesi hanno predisposto un fascicolo fotografico, all’interno del quale la vittima ha individuato e riconosciuto senza indugi i due giovani che lo avevano aggredito e derubato, che sono stati denunciati. Le indagini, tuttavia, non sono finite: sulla scena, infatti, c’era anche un terzo complice, che non è ancora stato identificato.



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