Stato-Regioni per discutere di zone a rischio

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“La richiesta di un confronto tra Regioni per discutere delle scelte che determinano il passaggio in una o nell’altra fascia di rischio è stata accolta. Martedì la Conferenza delle Regioni presieduta da Stefano Bonaccini, che ringrazio per la disponibilità, potrà finalmente confrontarsi sui criteri applicati dal Comitato tecnico scientifico rispetto ai dati forniti a livello regionale.

È un atto dovuto per chiarezza nei confronti dei cittadini e delle imprese del Friuli Venezia Giulia”. Lo afferma in una nota il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.

E potrebbero presto esserci buone notizie per alcune zone del nord Italia. Il governo, dopo due settimane di monitoraggio delle misure, potrebbe valutare “un alleggerimento” delle restrizioni. Queste sono voci che filtrano da palazzo Chigi e si fa anche l’ipotesi che un eventuale ritorno da zona rossa a zona arancione potrebbe essere limitata a singoli territori provinciali: in particolare Bergamo e Brescia. Nulla però è ancora è stato ancora deciso. Riportare la Toscana in zona gialla entro Natale “è l’obiettivo che io mi propongo, ma risalire è dura”, ammette Eugenio Giani. Il meccanismo dei colori, osserva però il governatore, “porta molto facilmente a scendere dalla zona gialla in zona arancione e in zona rossa, ma poi per risalire è dura, perché devi avere dati del livello superiore per 14 giorni in continuità: basta che sballi qualcosa e riparti nel conteggio dei 14 giorni. Quindi ci impegneremo”.

 



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