Concerto di Kanye West/Ye a Reggio, Anpi all’attacco: “Antisemita e discriminatorio”

Anpi Reggio foulard 25 aprile – CoRE

Continua a far discutere il concerto reggiano di Ye, in programma il 18 luglio del 2026 alla Rcf Arena al Campovolo: inizialmente per il precedente (mancato) del 2023, poi per i prezzi non esattamente “popolari” dell’appuntamento musicale del prossimo anno, e ora anche perché l’Associazione nazionale dei partigiani d’Italia (Anpi) di Reggio ha espresso “forte preoccupazione e contrarietà” rispetto alla decisione dei gestori dell’arena spettacoli di concedere il palco al fu Kanye West, “alla luce delle dichiarazioni e dei messaggi più volte diffusi dallo stesso”, caratterizzati secondo l’Anpi da “contenuti che risultano incompatibili con i valori fondanti della nostra Costituzione”.

L’Anpi reggiana ha così ribadito le prese di posizione del suo compianto ex presidente Ermete Fiaccadori, che già nel 2023 aveva richiamato “l’importanza di non liberalizzare concetti fuorvianti”.

“Siamo consapevoli – ha sottolineato ora l’associazione – che l’Anpi non potrà mai fermare questo artista, però possiamo contrastarlo, ragionando con i nostri giovani e spiegando loro che la conoscenza di quanto successo nel Novecento, che non viene ancora sempre spiegato a scuola, li aiuta a capire e a pensare con la propria testa”.

Negli ultimi anni, ha ricordato l’Anpi, Kanye West/Ye “si è reso protagonista di affermazioni e prese di posizione che hanno suscitato allarme a livello internazionale per il loro carattere antisemita, discriminatorio e violento, contribuendo alla diffusione di messaggi di odio che nulla hanno a che vedere con la libertà di espressione artistica e che rischiano invece di legittimare intolleranza, razzismo e negazione dei principi democratici. Reggio ha una sua storia ben definita, e le sue idee non coincidono coi valori di questa città e di quanti hanno lottato per la sua democrazia”.


Chi veicola tali messaggi, ha aggiunto l’Anpi, “ignora la responsabilità morale e civile che si ha nei confronti della cittadinanza, in particolare delle giovani generazioni. La cultura non può essere neutra quando entra in conflitto con i valori dell’antifascismo, della solidarietà e del rispetto della dignità umana”.

La libertà di espressione, pur tutelata anch’essa dalla Costituzione, secondo l’Anpi “non può trasformarsi in un alibi per la diffusione dell’odio e della discriminazione”. L’associazione si è detta pronta a “continuare a vigilare e a mobilitarsi contro ogni forma di odio, antisemitismo e discriminazione, nella convinzione che la memoria e i valori della Resistenza debbano restare un riferimento vivo e concreto nell’Italia di oggi”.



Ci sono 3 commenti

Partecipa anche tu
  1. kursk

    mi metto nei panni di quegli sciagurati che amministrano la RCF Arena…gia’ di musica ne capiscono pochino, hanno un passivo da paura, riescono ad organizzare uno straccio di concerto e via il fuoco incrociato (ma amico) a mettergli i bastoni tra le ruote…. …chiamate la Mannoia o il Ligavacca, che funzionano sempre bene a Peggio Emilia, almeno fino a quando non gli scappera’ detto un “me ne frego” registrato sui social….e allora si che saranno “facisti” pure loro….

  2. Frank

    Mi sembra di essere tornato al medioevo, abbiamo speso un mare di quattrini per costruire un’arena nella quale ospitare concerti ( non importa di quali artisti basta che siano concerti ), ma l’arena invece non ospita nulla. Ricordo che a Reggio secoli fa passarono artisti internazionali di spessore come Genesis, James Brown, Police, Bob Dylan, Neil Young…Non appena si organizza qualcosa vi sono sempre i bastian contrari che iniziano a fare polemiche dicendo che non va bene, che non è giusto…Io fossi un agente dello spettacolo a Reggio non ci farei fare nemmeno la sagra del gnocco fritto, visto che la gente si lamenta ed infatti, gli artisti, vanno da altre parti ( Mantova, Ferrara, Piacenza, Bologna…)

  3. Frassino

    Ho sempre pensato, sin dall’inizio, che il voler realizzare una mega arena per concerti al campovolo non avrebbe portato nulla di buono alla citta di Reggio, salvo gli affari per albergatori, affittuari improvvisati (e quindi abusivi) di camere, venditori di bibite e panini.
    Abitando da sempre in zona non lontana da campovolo, ormai, in occasioni di quei concerti, mi allontano per un paio di giorni alla ricerca di un luogo “a misura d’uomo” come era Reggio in passato.
    Il fatto poi che si organizzino concerti di personaggi di quel tipo, chiamati impropriamente “artisti” dimostra che l’unica cosa che interessa alla RCF è il puro interesse economico e nient’altro, non si parli di “Cultura” o di “Arte”, ma di sfruttamento dell’ignoranza, oltre che di storia del ‘900, anche musicale delle masse giovanili. Sarebbe opportuno che oltre all’Anpi, anche altre, molte altre, associazioni esprimessero la loro contrarietà. E’ inutile lamentarsi della violenza giovanile sempre più diffusa se poi si resta in silenzio davanti a individui professionisti nella diffusione dell’odio.


Invia un nuovo commento